giovedì 15 dicembre 2016

La festa di Santa Lucia

Per la tradizione cristiana Santa Lucia è una martire con una storia trasfigurata in modo particolarmente originale: perchè una donna forse decapitata, forse pugnalata alla gola, viene ricordata come colei a cui strapparono gli occhi? Può essere complicato rispondere a una domanda del genere senza l'aiuto dell'etimologia o di Wikipedia, ma il solo fatto di porsi simili questioni rasserena lo spirito: il desiderio tutto umano di raccontare storie capaci di lasciare il segno è una spia di creatività ed è capace di elevare la propria esistenza... Anche al costo di dire una bugia su una figura religiosa (e pure San Sebastiano ne sa qualcosa), riuscire ad attirare l'attenzione in modo costruttivo evidentemente ne valeva comunque la pena!

Per la tradizione popolare palermitana Santa Lucia è sempre una martire, ha comunque una bella storia di fede, devozione e mortificazione della carne da raccontarci ma assume un ruolo di primo piano nel calendario perchè il 13 Dicembre si fa festeggiare con trasporto da tante famiglie a suon di arancine, regali e un piatto particolare noto come "cuccìa" di cui faccio fatica a fare la descrizione...

Caro lettore, tu sai meglio di me che il mio senso di appartenenza territoriale è piuttosto ondivago. Per me è difficile rendere onore allo stesso modo al mio essere siciliano di sangue e toscano di cuore, perchè nella testa mi sento un figlio del mondo che come tale preferisce farsi raccontare le tradizioni invece di riportarle in prima persona. Purtroppo non riesco a passarti la ricetta per la cuccia, anzi, ti confesso di non avere mai festeggiato il 13 Dicembre in vita mia a Palermo, al massimo ho scimmiottato la ricorrenza in famiglia. Spero di farti recepire comunque un messaggio importante. 

Quale messaggio, dici?

Intanto, lettore mio, ti ringrazio per le tue domande e la tua curiosità perchè in questo modo lo spunto narrativo per raccontare le mie storie è sempre più o meno lo stesso, anche se lo ripropongo con toni leggermente diversi. Detto questo, devi sapere che Martedì era il 13 Dicembre, e come tale andava festeggiato in qualche modo: la cuccìa  non so prepararla e biglietti aerei per andare a mangiarla a Palermo non ne avevo, per fortuna con una ragazza versatile e 3 Euro da spendere in qualche posto con arancine in vendita me la sono cavata comunque... Per la prima volta il festeggiamento di colei-a-cui-non-furono-cavati-gli-occhi-ma-che-ricordiamo-come-colei-cui-cavarono-gli-occhi era cosa fatta!

La storia è la seguente.

Io e la mia ragazza ci siamo dati appuntamento alla Vucciria, una rosticceria specializzata in prodotti tipici siciliani vicino casa. Io arrivo stranamente in anticipo, e mi metto in disparte all'interno del locale assorto nei miei pensieri. Mentre aspetto la ragazza, noto che non ci sono riferimenti all'interno del locale alla festa della Santa, e un po' mi dispiaccio di questa scoperta perchè mi fa pensare che alla fine non sia così sentita e importante come immaginavo. Subito dopo, mi guardo attorno e mi ricredo.

Di fronte al bancone stava riunita una piccola ma eterogenea massa di persone rappresentanti le varie età dell'uomo, con look e modi di porsi diversi ma accomunati da due aspetti:
  1. Un accento siciliano, in alcuni spiccato e in altri mascherato da altre imprecisate inflessioni dialettali, in ogni caso inequivocabilmente siciliano.
  2. Un'arancina in mano o in procinto di essere consegnata.
In quei momenti, durati sì e no due minuti e terminati con l'arrivo di un gruppetto di impiegati in pausa pranzo, sapevo che tutte quelle persone, ignare dei trascorsi di tutti gli altri avventori della rosticceria, erano ben convinte di una cosa: in quell'arancina fumante e dal sapore così piacevole potevano rivedere casa anche se distante mille chilometri da loro, e potevano rivedere i visi dei loro cari lontani, allontanati o andati via... Palermo, Milano, Trieste, che differenza fa quando vieni catapultato in un mondo di bei ricordi capaci di dare un senso a una vita? E che importanza ha se l'arancina che mangi quassù non avrà mai il sapore di quella di giù, visto che ha compiuto il suo dovere da arancina alla perfezione? 

Caro lettore, oggi volevo darti un messaggio importante, e il messaggio importante è proprio questo: un'arancina, se mangiata con le giuste motivazioni, può regalare la felicità.





PS: i pezzi di questa rosticceria secondo me sono buoni anche per gli standard siciliani. In particolare, se le arancine del 13 Dicembre sono foriere di bei sentimenti, i cannoli ti portano alla strada della dipendenza da ricotta zuccherata, un percorso irto di "me lo concedo per stavolta" e "minchia che buono!!" che porta invariabilmente alla magione dell'esecrabile diabete mellito di tipo 2 aka rovina delle tossiche passioni culinarie palermitane.

venerdì 16 settembre 2016

Buongiornissimo dalle kaatcombe dei kapuccini :,( kondivdii per loro se ai un kuore :(



Per una meta turistica affascinante quanto lugubre e particolare quanto trascurata, 4 visitatori sono il numero perfetto: non sono così pochi da rimanere totalmente impressionati da un'esperienza che racchiude una verità terribile, nè così tanti da banalizzare la visita stessa e dimenticarsi perchè tante salme sono conservate in un luogo che rendono tanto speciale. Il punto è riuscire a capire cosa si possa trarre da una esperienza del genere senza cadere in una confortante sdrammatizzazione nè nella negazione del significato recondito delle catacombe dei cappuccini: i 4 visitatori cosa ne pensano a proposito?

Impressioni pre-discesa nelle catacombe:
-Visitatore 1: "La devozione per quanto viene considerato per certi versi macabro è parte integrante della tradizione cristiana, e le catacombe dei cappuccini ci ricordano che non ha riguardato e riguarda solo il culto delle reliquie dei santi, ma anche il ricordo dei cari estinti."
-Visitatore 2: "Il tempo non ha pietà della carne, e questo luogo ben testimonia questa mia affermazione".
-Visitatore 3: "Lo schifo l'ho già provato a pranzo con lo scarafaggio che ha deciso di passeggiare sulla mia scarpa mentre mangiavo il calzone, credo che il marciume non mi impressionerà più di tanto e prevarrà il rispetto per i morti".
-Visitatore 4: "La brioscina col gelato è buona, però dopo i calzoni fritti è meglio evitare perchè rischi di buttarla intera."

Impressioni post-discesa nelle catacombe:
-Visitatore 1:"Fatemi chiamare mia madre vi prego, le voglio solo dire quanto le voglio bene e che non voglio che muoia!!!!!!"
-Visitatore 2: "Non ci sono cartelli didascalici nè un sistema di areazione adeguato, tanto che ho sentito un forte odore di polvere per tutto il tempo... Io mi farò cremare, deciso."
-Visitatore 3: "Va bene che cenere siamo e cenere ritorneremo, ma l'idea di essermi sniffato resti di cadavere mi pare veramente insostenibile, mi viene un po' la nausea al pensiero"
-Visitatore 4: "La cappella delle vergini era veramente piccola... Bah, evidentemente anche nel XVI secolo ce n'erano poche."

sabato 10 settembre 2016

Leggendo Saramago

Tra gli ultimi a essere salito sull'aereo, il viaggiatore si è finalmente seduto al suo posto. Non lo ha accompagnato stavolta l'ansia legata al trovare un posto per la sua valigia, perchè il personale ha già provveduto a metterla in stiva. Il viaggiatore ha molto apprezzato questa presa in carico: lo stato delle cappelliere, sempre occupate da valigie sistemate male oltre che da giacche, zaini, borse e tutto quello che non dovrebbe essere contenuto al loro interno, finisce sempre con l'innervosirlo. Oggi però il viaggiatore ha ricevuto più prove di essere fortunato, ed è contento di non avere dovuto litigare con il passeggero di turno per spiegargli che con il volo pieno non si può occupare più spazio del consentito con uno zainetto e una giacca. A pensarci bene, il viaggiatore questa sera è contento e basta.

Per l'ennesima volta il viaggiatore si trova su un aereo che lo porterà a Palermo dalla sua ragazza. Una tratta diretta di un'ora e poco più, scandita da passaggi costanti. Il rullio del motore prima del decollo; la Toscana che si allontana dall'oblò; una lettura utile per trascorrere un po' di tempo in maniera costruttiva; l'inevitabile pennichella seguita dall'avviso del comandante, che ricorderà per l'ennesima volta al viaggiatore che in 10-15 minuti verrà completato l'atterraggio e la Sicilia sarà così raggiunta, per la gioia di tutti i passeggeri. 

Si parlava di passaggi costanti. È giusto dire che, anche se sono ormai routine per il viaggiatore, non significa che vadano sottovalutati. Nessun viaggio è uguale al precedente: la visita a Palermo sarà solo in apparenza l'ennesima, perchè anche le persone, gli edifici e le strade già visti altre volte avranno novità da comunicare, particolari ancora non valutati, scorci e luci non ancora impressi nel cuore e nella mente. 

Il viaggiatore è d'accordo con questo punto di vista, e del resto anche il viaggio di oggi ne è una prova: il viaggiatore trova spesso per terra monete di piccolo valore, eppure mai gli era capitato di trovare due pence in un aeroporto come gli è capitato poco prima... Riconoscere e apprezzare la novità, ecco cosa rende il viaggio degno di essere vissuto! Diventa quindi fondamentale individuare qualunque sfumatura che possa dare la possibilità di godere del tempo concesso anzichè di sopravvivervi solamente. Una sfumatura individuata dagli occhi, dalle orecchie...

... Dal naso?

E che cazzo!!! La puzza di merda ha fatto recepire al viaggiatore la peggiore delle notizie. Questo non sarà un viaggio come gli altri naturalmente, no che non lo sarà... Il volo da Pisa a Palermo con a fianco un passeggero scoreggione sarà un'assoluta novità, e poco male se l'aereo decolla in orario. Il viaggiatore sa già che i ripugnanti odori del vecchio flatulatore gli impregneranno il cervello e non riuscirà a pensare ad altro fino a quando non rivedrà la sua amata: ma perchè i peti altrui sembrano sempre più puzzolenti dei propri?

mercoledì 16 marzo 2016

Buona Pasqua e eppi berdi

Trovarsi nel limbo non è mai un'esperienza piacevole: il disorientamento che si prova è forte, a volte così intenso da portare a interrogarci sul senso delle fatiche che abbiamo dovuto provare per arrivare alla situazione di stallo attuale. Purtroppo non ci sono bussole nè altri strumenti che possiamo considerare utili per uscire dalle fasi di transizione delle nostre vite, ragion per cui spesso dobbiamo appellarci al nostro istinto e cercare la giusta via facendoci guidare da esso: magari ci sarà qualche tentativo che non andrà a buon fine, però di sicuro prima o poi ritorneremo in carreggiata e sapremo di nuovo cosa fare della nostra vita.

Probabilmente, caro lettore transgender, ti starai chiedendo a cosa serva questa mia premessa, quindi eccoti accontentato. Oggi scrivo questo post perchè il mio tentativo per uscire dal limbo è consistito nell'andare su Youtube, cercare "Gianni Sperti monologo" e non trovare naturalmente nulla, se non una serie di video praticamente tutti uguali tra loro in cui Gianni Sperti dice una minchiata a Tina Cipollari, che risponde con una battuta o con frasi in inglese maccheronico che suscitano inevitabilmente ilarità in Gianni Sperti. I video sono tutti postati dall'account UominiDonneFan, durano una manciata di secondi e hanno un numero di mi piace e visualizzazioni stabile:una decina di mi piace, o uno due che non gradiscono a fronte di circa 2000 visualizzazioni per video. Ah, dimenticavo una cosa importante: naturalmente questi video fanno schifo (qui un esempio), inoltre temo che Tina e Gianni si siano preparati in precedenza le battute, quindi non sono nemmeno in buona fede.

Se c'è una morale in questa vicenda, credo che si possa sintetizzare così.

Fermo restando che ognuno cerca la propria strada battendo un sentiero diverso da quello percorso dagli altri, quindi non necessariamente giusto o sbagliato ma in ogni caso diverso, io come tutti voi una bussola che funziona per questi casi non ce l'ho: comincio però a pensare che il sentiero che sto battendo oggi mi porterà a qualche cimitero indiano o nelle mani della camorra.

lunedì 11 gennaio 2016

Nirvana

Il discepolo baffuto era troppo irrequieto per riuscire a mettere in pratica gli insegnamenti del saggio, quindi decise di recarsi dal suo maestro, che a quell'ora era solito meditare sulle rive del Lambro.

"Maestro? Maestro Capibara?"

"Baffo, sarei stato più felice nel vederti se non avessi già intuito che c'è qualcosa che non va."

"Maestro, sono mortificato. Giungere così, senza preavviso, interrompendo la sua meditazione..."

"La meditazione può attendere: la comprensione della natura che mi circonda è necessaria per il mio distacco da essa, e tu essendo parte della natura mi fai capire che il mio obiettivo finale è ben lontano dall'essere raggiunto. Cosa succede?"

"Maestro, mi perdoni ma non sono riuscito a controllare la mia rabbia questa sera, e tutto perchè ho avuto la prova concreta del mio fallimento."

"Figliolo, ciò che tu chiami fallimento io lo chiamo processo di apprendimento: è assolutamente normale, e dovresti sforzarti a capire che non puoi pretendere di padroneggiare già adesso tutte le arti a cui ti ho introdotto."

"Mio maestro, sentirla parlare mi fa sentire sempre molto fortunato a essere suo discepolo, ma non posso fare a meno di esprimere il mio dissenso riguardo ciò che dice. Sono 6 anni ormai che seguo i suoi insegnamenti, eppure mi pare di essere di nuovo punto e a capo!"

Appena Baffo smise di parlare, il maestro Capibara risolse la posizione del loto in cui si trovava  e mettendosi in piedi smise di dare le spalle al suo discepolo, voltandosi verso di lui e lanciandogli un'occhiata severa.




"Baffo, sono il tuo maestro non per ascoltare tutte le tue lamentele ma per indicarti la giusta via."

"Mio Maestro, io non vengo da lei per lamentarmi ma per esprimerle le mie preoccupazioni riguardo la mia formazione."

Il Maestro Capibara sbuffò, quindi volse di nuovo le spalle al suo discepolo e, liberatosi prontamente della tunica che lo copriva, si avvicinò a un rivolo d'acqua per lavarsi.

Questo è il punto del Lambro dove il Maestro preferisce lavarsi. Ho omesso le siringhe per questioni di rispetto verso chi mi legge, e la spazzatura e le carcasse in putrefazione per lo stesso motivo, ma almeno c'è il Maestro in tutta la sua austerità.
"Cosa ti affligge, dolce figlio mio?"

"Maestro, io ho seguito tutte le sue disposizioni, e devo dire che in certi momenti riesco ad apprezzarne in maniera tangibile i benefici."

"Questo lo so, nei nostri precedenti incontri ne abbiamo parlato più e più volte. Quello che voglio sapere" e nel dire queste parole il Maestro Capibara volse di nuovo un'occhiata risoluta verso Baffo "quello che voglio sapere è l'evento specifico che ti ha fatto venire qui da me"

Baffo resse lo sguardo glaciale del maestro, ma iniziando a parlare notò che gli tremava la voce.

"Non credo che le farebbe piacere sapere che il suo favorito sia un inetto."

"Baffo, ti chiedo di non farmi innervosire ulteriormente: il rapporto tra discepolo e maestro non può prescindere dalla piena condivisione dei propri pensieri, e tu stai facendo resistenza a te stesso pur sapendo che questa tua reticenza non porterà ad alcun beneficio. Qual è stato il tuo errore odierno? La spazzatura?"

"No maestro, no! Ormai quella la butto regolarmente, tanto che non sono più passati i vicini a lamentarsi per l'odore di rancido, ho seguito i suoi insegnamenti alla lettera."

"Mmmm, ti sei dimenticato di pulire il pavimento e il bagno negli orari prestabiliti?"

"Mai! Mio maestro..." il discepolo baffuto iniziò a singhiozzare "Non potrei mai andare contro la mia volontà alle sue direttive, ormai il grigio della polvere ha lasciato spazio al colore delle piastrelle per terra, e ai miei ospiti non vengono più i conati di vomito nell'entrare nel bagno."

Il Maestro Capibara si allontanò dal rivolo d'acqua e si avvicinò a Baffo.

"Frignare come un bambino non risolve il tuo problema. Due minuti che ci parliamo e ancora non ho capito cosa ti ha fatto disperare così tanto"

"... I secondi."

"Mmmm..."

"Lei lo sa che almeno con i secondi non ho mai avuto particolari problemi a cucinare... Insomma, è ben diverso dai casini con la pulizia e le lavatrici: se si ricorda anche lì credo di avere compiuto enormi passi da gigante, visto che i primi anni portavo l'intera biancheria da lavare a casa in Toscana. A pensarci bene, che vergogna maestro..."

"Ragazzo, le schifezze che combinavi sono acqua passata ormai, hai imparato veramente tanto e sono lieto nel constatare che ormai sbrighi certe faccende domestiche come una massaia navigata. Ti ricordi il giorno che ci conoscemmo?"

"Ehm, sì."

"Quel giorno toccasti il fondo, ma la tua discesa negli Inferi fu per tua fortuna provvidenziale: mi ricordo di un ragazzo che con aria confusa entrava dentro Pizza Mundial e ordinava  1 chilo e mezzo di focaccia, un ragazzo molto diverso dall'uomo forte che ho apprezzato a vedere in questi ultimi anni. Ma oggi, oggi che succede figliolo mio?"

"Maestro!!!! I secondi sono la mia specialità ma le mie specialità sono evidentemente un orrore per il palato, e me ne sono reso conto solo oggi con dei filetti di platessa... Presto saprà tutto, ma ciò che mi ha fatto veramente disperare è stata la mia reazione al problema: nel momento in cui prendevo atto della mia imperizia, mi sono lasciato andare"

"Che hai fatto?"

"Niente, mentre non capivo un cazzo della cottura del pesce e rigiravo la poltiglia che fino a poco prima era un bel filetto, mi sono reso conto che la mia vita fa schifo, e non di certo per la leptospirosi che mi ha trasmesso poche settimane fa per la quale ho perso la funzione dei miei reni. Maestro, devo tutto a lei, ma in quel momento ho perso il controllo e sono entrato in una spirale di depravazione per cui ho improvvisato condimenti e cottura senza alcun criterio, e anche se ero da solo in casa ridevo, ridevo... E dopo avere riso di gusto della situazione crudele e della diarrea che mi sarebbe di sicuro venuta ho mangiato la platessa, che ero sicuro avrebbe fatto schifo..."

"Ed era effettivamente nauseabonda?"

"NO!!!! Era squisito, anzi, uno dei piatti più buoni che avessi mai fatto!!!!!!! Per questo sono disperato maestro, non riesco proprio a darmi pace di quello che le sto per dire: perchè nella vita ci viene insegnato che attenersi alle regole/leggi/ricette è fondamentale per vivere degnamente, quando invece uno cucina un piatto completamente a caso e lo digerisce alla perfezione mentre se si faceva una tazza di latte una diarrea era probabilmente dietro l'angolo? Non è profondamente ingiusto tutto questo?!"

Il maestro Capibara guardò dolcemente il discepolo più ingenuo che avesse mai avuto nella sua vita, quindi si rivolse a lui:

"Baffo, la solitudine a volte gioca brutti scherzi, questo non lo può negare nessuno dei due. Probabilmente hai dato un valore molto più importante di quanto un filetto di platessa si meritasse, ma non te ne do una colpa proprio perchè vivere senza qualcuno che ti dica un -che cazzo stai dicendo- è difficile. Molto difficile." Baffo si sentiva capito e guardava il suo maestro con devozione. "Detto questo, mi spiace dirtelo ma per certi versi sei un ritardato: ma non l'hai ancora capito che qua in questo mondo è tutto governato dal caso sia nel bene che nel male, e fare le cose in maniera certosina o alla cazzo di cane può comunque portare allo stesso risultato?"

Baffo trasalì: si sentiva all'improvviso confuso. Che modo di parlare era mai quello per un maestro del rango del Maestro Capibara?

"Il punto è questo, caro Baffo: la prima volta che ci siamo parlati è stato quando per risparmiare sull'acquisto delle bottiglie d'acqua stavi venendo a riempire la borraccia in questo fiume di merda dove abito io, il più grande roditore esistente in Natura nonchè animale esotico importato clandestinamente dal Sud America, e pure io, che nella vita ho saputo solo farmi crescere gli incisivi più del dovuto e azzannare piccoli mammiferi per il solo gusto di farlo, per te non si sa come mi sono reinventato guida."

Baffo era allibito.

"Ti ho insegnato a governare la casa, a condire la pasta, a fare il bucato, e hai appreso tutte queste manzioni egregiamente: ma secondo te come cazzo poteva sapere un rattone a gestire le faccende di casa? Semplice, non ne aveva assolutamente idea!!!! Anzi, ti rivelerò un segreto. Ho agito esattamente come hai agito tu con la platessa: completamente a caso, con uno spirito di autoconservazione annichilito giusto per andare a vedere come finiva"

"E quindi?"

"E quindi? E quindi, per dirla in un altro modo, anch'io mi sono gustato la platessa molto più di quanto mi sarei meritato, visto che mi vedi come un maestro da cui prendere spunto. E sai perchè è successo tutto questo? Nel mondo succedono un sacco di cose strane a caso, e io sono una di queste e la platessa pure, e dovresti avere capito che dare troppo peso all'improvvisazione piuttosto che all'attenersi pedissequamente alle regole può farti vivere momenti di crisi ingiustificate!!!!!!!!!!! "

"Aspetta un momento, che ci faccio sulle rive di questo fiume di merda? E perchè continui a parlarmi anche se sei un topone e mi hai già fatto capire il senso del tuo discorso?"

"Il punto è, caro Baffo, che non puoi pretendere di ottenere sempre ciò che vuoi: l'unica cosa che puoi fare è attuare il modo con cui vuoi ottenere quella cosa, e nel tuo caso io sono stato il mezzo per trasformarti in un decente inquilino di un appartamento di città. Quindi, ragazzo mio, le morali sono due: datti una regolata senza perdere la testa, e vai da un medico che non pisciare da tre settimane non è una cosa tanto normale. Adesso posso smetterla di parlare nella tua lingua umana, che tra l'altro manco conosco e manco posso parlare per via della conformazione di laringe, vie aeree e movimenti della mia lingua, e quindi SQUIT SQUIT SQUIT SQUIT SQUIT SQUIT"

Il capibara soffiò a Baffo, cercò invano di azzannargli la caviglia, quindi se la fece addosso e si tuffò dentro il Lambro. 

Nuota lontano fino ad arrivare dove risiedono i sogni e c'è cibo per rattoni parlanti, amico mio.


Baffo era confuso: innanzitutto come era riuscito a frequentare per 6 anni il Parco Lambro senza essere stato stuprato manco una volta? Inoltre, avrebbe continuato a improvvisare così bene in futuro, così come aveva fatto il capibara parlante? Infine, lo Swiffer andava passato veramente ogni 3 giorni?

Baffo si allontanò meditabondo dal fiume, ancora intontito per avere perso il suo mentore-rattone, e con tutte queste domande che gli frullavano per la testa.

lunedì 21 dicembre 2015

Cosa ho imparato dall'Episodio VII di Guerre Stellari (parte II)

Dicevo che la visione del nuovo episodio di "Guerre stellari" mi ha sorpreso parecchio per tutta una serie di motivi che non vi sto ad elencare, anzi sì perchè sennò questo post sarebbe lungo solo due righe e poi i soldi degli sponsor non mi arriverebbero più: ancora prima della visione ero sorpreso per altri motivi, non strettamente legati alle vicende in certa una galassia lontana lontana (un uomo seduto vicino a me e alla mia ragazza aveva avuto la premura di versarsi addosso della benzina a un distributore di carburante: la puzza di combustibile mi aveva suggerito che in effetti un kamikaze vicino a noi pronto a ricreare un'atmosfera a là Bataclan 2.0 era un'evenienza a cui non avevo pensato fino a quel momento). Gli aspetti che mi preme sottolineare sono 15, non uno di più, non uno di meno:
  1. Leggere il testo introduttivo è stato veramente emozionante, un po' come quando i bambini scoprono che Babbo Natale in realtà non esiste o come quando scopri che pure i tuoi genitori devono avere fatto quella cosa lì per averti concepito. Chiaro? Non proprio? Ehm... Forse non sono tanto bravo con i paragoni, ma vabbè. Dicevo che è stato entusiasmante perchè, nel momento in cui ho realizzato che la storia continuava davvero, il mio sogno da bambino stava diventando realtà. A cercare il pelo nell'uovo, se devo essere sincero in questa premessa venivano tirati in ballo tanti personaggi e istituzioni in una maniera che mi è sembrata un po' superficiale: leggere così tante notizie sui miei beniamini, la cui storia era cristallizzata da tempo, mi ha fatto sentire come se la trama fosse stata decisa in fretta e furia, e che la troppa carne al fuoco non faceva che confondermi le idee. Per fare un altro paragone, è come se ipoteticamente uscisse un seguito inaspettato de "Il Signore degli Anelli " (non parlo di "Return of the shadow" ma di qualcosa completamente inedito) e nei titoli di testa ci fosse scritto: "Aragorn non sa più cosa fare. Gli Elfi sono tornati a Valinor, mentre si avverte la presenza di un oscuro potere a Est: un esercito di Uomini fedeli a Sauron marcia su Gondor, e il Generale Pipino è sulle tracce di Gandalf che anche se ha abbandonato la Terra di Mezzo deve essere presentato in questa storia come specchietto per le fan-allodole per poi morire e farvi concentrare sui nuovi personaggi che forse hanno il loro perchè. Intanto, nell'Eriador..." Ecco, un discorso del genere mi innervosisce parecchio, visto che mi fa sentire terribilmente poco aggiornato su cosa stia succedendo: inoltre, perchè cazzo mai Pipino adesso è generale quando prima era una principessa?!
  2. Vedere esplodere Coruscant mi ha dato una grande gioia, perchè adesso sono quasi sicuro che Jar Jar Binks sia crepato una volta per tutte.
  3. <3 bentornati pupazzoni <3
  4. Mi spiace che non sia manco menzionato Wedge Antilles, il Poe Dameron della Trilogia originale che se la tirava un po' meno di quest'ultimo e spaccava comunque il culo a tutti. A quanto pare l'attore che lo interpretava non ha voluto partecipare alle riprese perchè gli pareva un'esperienza "noiosa"...
    Noiosa?
    Noiosa?!
  5. NOIOSA?!
      NOIOSA?!!?!?!?!?!??!?!!??!
        NOIOSA?!?!?!?!?!?!?!??!?!?!?!???!?!?!?!??!?!?!!?!?!?!????????
  6. John Boyega è un attore che apprezzo sin da quando ha magistralmente interpretato Mario Balotelli in "Attack the block": le mie aspettative su di lui sono state ripagate, visto che tra i nuovi personaggi è quello per cui nutro maggiore simpatia, anche se non capisco come possa una persona traumatizzata per avere partecipato a una carneficina di civili a godere così tanto della morte dei suoi vecchi commilitoni. Mi piace anche che abbia legato con un dritto come BB-8, un altro personaggio che come lui proviene dalle periferie disagiate della galassia e che, sempre come lui, è cresciuto a pane, pallottole e arresti.
  7. Han Solo deve solo ringraziare di avere chiesto un prestito alla mala di una galassia lontana lontana e non a quella della Via Lattea attiva dalle parti di Reggio Calabria o di Brindisi, sennò anzichè minacce innocue si sarebbe già trovato dentro un pilastro di cemento. Chewbacca invece deve solo ringraziare la sua parrucchiera e le meches che gli hanno ringiovanito il look: la prossima copertina di Cosmopolitan è tua.
  8. Ah già che palle, me ne stavo dimenticando: per essere politically correct e evitare accuse di razzismo mi conviene dire che a Han Solo sarebbe capitato sicuramente lo stesso anche con gli usurai del Nord Italia, la malavita di Helsinki o le famigerate gang del Canton Ticino.
  9. Nella nostra galassia se come genitore fai schifo al massimo tuo figlio si mette a drogarsi o decide di mandare a puttane il suo futuro. Non è una possibilità tanto deprimente visto che, se consideri altre regioni dell'Universo, se sei un padre di merda rischi che il sangue del tuo sangue si avvicini al Lato Oscuro bramando di ammazzarti per diventare un signore dei Sith.
  10. Il combattimento tra Finn e l'assaltatore con la mazza che deflette i colpi della spada laser mi ha gasato tantissimo. 
  11. Cavolo, forse è un po' brutto da dire, ma praticamente tutto mi ha gasato tantissimo.
  12. Kylo Ren mi inquieta e non per il suo naso, quindi non mi sento di criticarlo ferocemente come invece il buon senso ha imposto a molti.
  13. Il personaggio più pirla della nuova trilogia è senza dubbio Capitan Phasma, che dovendo vigilare sugli assaltatori del Primo Ordine dovrebbe incutere quantomeno timore: quello che ha fatto finora invece è sottovalutare la fatale insubordinazione di un suo sottoposto, farsi catturare dalle uniche persone senza divisa in tutta la Starkiller Base ed essere convinta a disattivare gli scudi dell'erede morale della Morte Nera senza prima avere subito una qualche minima forma di tortura... Rompi il cazzo col tuo completo cromato e la mantellina e poi sei buona solo a farti canzonare da Balotelli, Gianni Morandi e mega-Furby? Ma vattene a fanculo e non farti più vedere!
  14. La quantità di citazioni dell'Episodio IV è impressionante, però sinceramente non farmi schiantare il ciccione alla guida dell'Ala X come invece mi aspettavo è stata un'offesa alla tradizione e, quindi, una delusione difficile da accettare.
  15. Queste macchine infernali che pur diventando sempre più grandi e potenti si possono distruggere nel giro di 30 minuti mi hanno rotto le palle.
  16. Su un'isola deserta capisco che possano mancare rasoi, ma non pensavo potessero esserci così tante fonti di calorie per farsi venire addirittura il panzone.

Whoop whoop! That's the sound of da police. Whoop whoop" That's the sound of da beast (purtroppo il momento in cui dà il suo assenso carico di entusiasmo a Finn con una fiammata dell'accendino non è stato immortalato da nessuno che abbia avuto la decenza di condividere su Google lo scatto rubato)

sabato 19 dicembre 2015

Cosa ho imparato dall'Episodio VII di Guerre Stellari (parte I)

Il mio amore per "Guerre stellari" nasce una sera come tante degli anni '90 (non propriamente tanto tempo fa) in quel di Montecatini (quindi non in una galassia lontana lontana). 
I miei cari genitori, buoni come il pane, belli come il Sole, teneri quanto C1P8 e per fortuna simpatici in un modo diverso da Jar Jar Binks, avevano comprato un cofanetto contenente le videocassette della trilogia originale per vederlo tutti insieme in famiglia: dopo una cena di cui naturalmente non mi ricordo nulla,  io, mio fratello, mammina dolcina e papino bignettino ci spostammo dalla cucina al salone, dove si trovava la TV più bella della casa (che per gli standard attuali probabilmente equivale a un comodino) dotata di videoregistratore. Una persona imprecisata inserì quindi la VHS dell'episodio IV, e così iniziò il film: i primi 10 minuti, grazie a un tripudio di scritte gialle in movimento su un'inquadratura dello spazio profondo, disperati in procinto di morire con elmetti sproporzionati, droidi e pupazzoni poco credibili avevano catturato le attenzioni mie e di mio fratello con un'intensità paragonabile solo a quanto avevano fatto "Jurassic park" le avventure nel bosco dei 100 acri di Winnie the Pooh . La comparsa di Han Solo e di un pelouche di 2 metri aveva innalzato ulteriormente il livello della tensione; la successiva morte di un uomo con la testa di mosca era stato l'ennesimo evento difficilmente gestibile per un bambino di 7 anni che si stava sforzando di non lasciarsi andare a una crisi epilettica pregna di stupore. 
Ci fu però un momento in cui capii che non poteva essere solo adrenalina da smaltire ma qualcosa di più complesso, e questo momento per non dire innamoramento coincise con lo scambio di battute tra Han Solo e la principessa Leila subito dopo la liberazione di lei (suona come una ripetizione ma non lo è: uno è un nome proprio di persona, l'altro un pronome personale). In questa parte del film Luke Skywalker, Han Solo e Chewbacca tirano fuori dalla cella la principessa, ma  si sentono prossimi a soccombere ai numerosi assaltatori imperiali decisi a farli fuori: la principessa Leila decide quindi di prendere in mano la situazione aprendo una via di fuga attraverso delle condutture nelle quali si fiondano tutti e quattro. Queste condutture portano purtroppo a una sorta di stazione di stoccaggio dei rifiuti, e così Han Solo, a cui giustamente fa schifo sguazzare dentro un liquame indefinito che al confronto il Po è la sorgente Levissima, si incazza e dice:

"Complimenti principessa! Che puzza stupenda ci ha fatto scoprire!"

Questa battuta balorda mi fece fare delle grasse risate tali da indurmi in uno stato di trance in cui non facevo altro che pensare alla saga di "Guerre stellari" e a ogni singola scena dei suoi film: questo periodo è durato più o meno 3 anni, ovvero fino a quando i libri di JK Rowling e di Tolkien hanno permesso di arginare una passione altrimenti incontrollabile. Da bambino ero probabilmente drogato di "Guerre stellari", ma non sono convinto che sia stata una cosa  negativa: il rapido susseguirsi di eventi, con combattimenti e inseguimenti adrenalinici alternati a battute irresistibili e cazzatone inaudite, divertiva oltre ogni dire me e mio fratello, che continuavamo a sbrigare i nostri affari da bambini e che ogni tanto indossavamo i panni dei Padawan pronti a imparare come usare la spada laser, farsi amici degli orsacchiotti di pelouches, credere fermamente nei propri sani ideali e baciare sorelle gemelle senza poi avere il bisogno di dovere andare dallo psicanalista... Eh sì, tengo un sacco di ricordi piacevoli della mia infanzia legati a "Guerre stellari".


Max Rebo (aka il pupazzone con le pieghe di plastica evidenti oltre ogni buon senso  che si vede nell'immagine) ha un posto speciale nel mio cuore, tanto che io e mio fratello gli abbiamo dedicato pure una pagina facebook in decomposizione: https://www.facebook.com/elefantinocatanese/

Quando ho sentito che sarebbe uscito un nuovo episodio della saga, ero piuttosto scettico sulla capacità di ricreare quel divertimento puro e genuino che per esempio provavo nel vedere esplodere i Tie Fighter o nel vedere schiantare il pilota ciccione dello X-Wing, o ancora nello scrutare in secondo piano qualche attore truccato malissimo con vestiti improbabili da alieno: del resto la saga di "Guerre stellari" è diventata con il passare degli anni una enorme macchina mangiasoldi, ed ero sicuro che l'intrattenimento dato dalla trilogia originale non sarebbe stato garantito dai nuovi film, che tra l'altro sarebbero stati supervisionati non più da George Lucas ma da coloro che curavano l'immagine di Pimpi, Tigro, Tappo e quel deficiente di Christopher Robin. Insomma, non mi aspettavo granchè, se non due ore di product placement con qualche cameo di Topolino e altre stronzate sottotono di questo tipo. 

Per fortuna mi sbagliavo.

CAZZO CHE BOTTA! Potrei dire che sono state adottate delle strategie un po' ruffiane per catturare il consenso del pubblico, e qualche stronzata nella trama non manca di sicuro. Se devo però essere sincero di questi aspetti non me ne frega nulla, visto che in me prevale un altro sentimento: lo spaesamento nel ritrovarsi di nuovo esaltatissimo e col fiato sospeso al pensiero di combattimenti tra astronavi, pupazzoni parlanti (stavolta fatti decisamente meglio, ma non so se questo sia decisamente un bene) e momenti trash di rara potenza. 

Per questi motivi non posso che dare l'addio al sottoscritto inteso come dott. Baffo Baffi, dato che la mia capacità di studiare e lavorare è del tutto compromessa per i prossimi 2 anni almeno. Diamo quindi il bentornato alla mentalità di quel bambino di 7 anni che ancora non sapeva allacciarsi le scarpe e che non avrebbe fatto altro che vedere film di "Guerre stellari": che il rincoglionimento abbia di nuovo inizio!!!!!!!!!


PS: mamma, se mi stai leggendo, sappi che il metodo delle orecchie di coniglio non lo so fare: se intanto giro le stringhe intorno alle caviglie e le incastro dentro le scarpe finchè non ci rivediamo, me le puoi allacciare tu per favore? 

PPS: davvero mamma, mi spiace tantissimo per questa cosa, cercherò di rimettermi in carreggiata il prima possibile, però pensa positivo: almeno a 7 anni sapevo già farmi il bidet, quindi per quello non ho bisogno di aiuto, grazie lo stesso mammina cuoricina!

PPS; la seconda parte di questo post quando verrà pubblicata sarà piena zeppa di spoiler trattati nella maniera più ignobile possibile, quindi se non avete ancora visto il film vi consiglio di stare alla larga da questo blockbuster di visualizzazioni del web.


domenica 15 novembre 2015

Querele in arrivo

Qualche settimana fa mi trovavo sull'Appennino tosco-emiliano con la mia famiglia: fu una giornata particolare quanto piacevole, impreziosita da un pranzo veramente eccezionale in un ristorante nella zona. Difficilmente mi dimenticherò negli anni a venire di quel giorno, e il motivo per cui sono convinto di questa cosa è il seguente: quando succede qualcosa che ti fa cambiare la tua percezione del mondo, diventa inevitabile che quel dato avvenimento diventi lo spartiacque tra un "prima" nebuloso e incerto e un "dopo" che ha assunto finalmente un significato e ti permette di guardare il futuro da un nuovo punto di vista. 
Nel mio caso, la situazione che ha modificato le mie convinzioni è stata la seguente: i ristoratori avevano tratti somatici molto simili a quelli dei rom; facendo caso agli sguardi di chi mi stava vicino, sembrava che questo particolare avesse assunto una certa importanza solo per me all'interno di tutto il locale. Tra gli altri avventori, non vedevo nessuno che poneva particolare attenzione al viso del personale o al loro accento eccetto me: in effetti, i clienti del ristorante erano fin troppo assorti nel gustarsi i piatti squisiti dello chef, e l'attribuzione di lineamenti suggestivi di una etnia specifica pareva interessare solo me. 
Io non mi reputo una persona razzista, e non ho alcun problema a riconoscere e rispettare la presenza di persone con cultura e fisionomia diverse dalle mie: ciononostante, l'incredulità provata vedendo  persone al lavoro che sembravano rom (ma che potevano benissimo non esserlo) era veramente eloquente, e qualcosa doveva pur significare. In questo modo dalla vicenda ho tratto tre conclusioni:

-La sorpresa nel vedere un rom che conduce una vita anche solo apparentemente onesta mi fa pensare che la mia considerazione di base delle minoranze più problematiche, e delle persone più in genere, non sia per nulla scissa dai luoghi comuni e dai pregiudizi: di questo sono molto dispiaciuto. è un po' come se uno straniero si stupisse nel sapere che il mio mestiere non è il pizzaiolo o il mafioso, ma il medico: non è un atteggiamento auspicabile per chi cerca di essere di ampie vedute. 

-L'integrazione è una conquista meravigliosa, perchè ti permette di essere valutato non come un bravo o cattivo zingaro, ma come un bravo o cattivo cittadino e professionista. Vedere un presunto appartenente a un'etnia così bistrattata in un ruolo rispettato dai clienti del ristorante mi aveva riempito d'orgoglio, e mi aveva fatto pensare che col giusto impegno certi problemi sociologici potrebbero davvero essere arginati; d'altro canto, fare caso a una cosa del genere è indice che certe forme di integrazione sono tutto fuorchè la norma.


Caro lettore, tu giustamente ti chiederai il motivo che sta dietro la scelta di raccontare quello che probabilmente è stato un abbaglio: tra l'altro, se il super cuoco che ha cucinato tutte quelle delizie venisse a sapere che l'ho scambiato per uno zingaro magari mi avrebbe querelato o preso a legnate, sempre per quella regola aurea per cui nessuno di noi è razzista e rispettiamo tutti i popoli PERO'. Quindi caro il mio lettore, perchè tutta questa storiella di razzismo inconscio e speranze sul futuro? 
Innanzitutto premetto una cosa: sono sicuro che il perchè te lo sia chiesto leggendo non solo quest'ultimo post, ma anche tutti gli altri precedenti. Io però non ti posso spiegare il perchè di ogni cosa che mi viene per la testa, anche perchè nemmeno il mio psichiatra ci capisce più di tanto, quindi davvero, caro mio, almeno per i post scritti prima di questo mettiamoci una pietra sopra e non farti più domande, ok?
Ora posso rispondere alla domanda: la vicenda sconclusionata al ristorante mi è ritornata in mente nel momento in cui sono venuto a conoscenza degli attentati terroristici compiuti a Parigi, e all'interno di quella ricerca di orecchini e di fattezze rom che ho trovato la mia personale chiave di lettura per i tragici eventi francesi, legata alla terza conclusione tratta dalla vicenda del ristorante sull'Appennino. 

Che io mi convinca che i rom o chi per loro si possano integrare o meno nel tessuto sociale italiano in base all'esperienza personale, senza essermi minimamente documentato scrupolosamente su di loro, è quantomeno pretenzioso. Sono libero di andare in altri dieci ristoranti gestiti da presunti rom e tirare un sospiro di sollievo, oppure di andare in metropolitana e sentirmi chiedere l'elemosina per condannare la politica che non fa abbastanza, ma il problema rimane comunque lo stesso: io non sono un benefattore dei rom nè il loro castigatore, ma una persona che si fa un'idea piuttosto generica su una etnia considerata problematica e giunge alle sue personali conclusioni illudendosi che abbiano inquadrato perfettamente il problema.

Invece purtroppo non è così. Cazzo, no che non è così. Anche perchè, per quanto i politici possano fare schifo, se fosse una riflessione che precede uno stato su fb a essere risolutiva, ci vorrebbe veramente poco per cambiare i destini del mondo.

Su facebook da Venerdì sera ho avuto modo di vedere molte testimonianze eloquenti di discorsi da bar come quello che vi ho fatto io sul ristoratore rom che forse non lo era.
Ho letto stati di gente che non ha letto il Corano che sfidavano altra gente che non ha letto il Corano a leggere il Corano e riportare il fantomatico passo in cui viene giustificata la caccia all'infedele.
Poi ho letto stati e commenti sulla necessità di assumere un atteggiamento contrito perchè 129 persone che potevano essere chiunque tra noi sono morte senza un'apparente ragione, e che questo lutto andava manifestato con immagini del profilo col tricolore francese o con hashtag dedicati e ogni altra cosa pubblicata in questi giorni era semplicemente fuori luogo.
Ho letto anche che il terrorismo islamico è pur sempre terrorismo e non è importante specificarne la matrice; anzi no, ho anche letto che il terrorismo è islamico proprio perchè è l'Islam a essere marcio, quindi è un problema che esiste perchè esiste l'Islam. No scusate, il problema c'è perchè sono proprio le religioni in generale la causa dei mali dell'uomo, quindi il marcio è in tutte le religioni e se avvengono eccidi ogni anno è solo perchè qualcuno crede a un'Entità Superiore e non perchè giustifica atrocità strumentalizzando determinate ideologie e fedi.
Infine, ho letto uno stato di Cesare Cremonini, e non ci ho capito un cazzo. Quindi ho letto gli stati di Salvini e ho perso la capacità della lettura. Allora ho visto un video della Meloni, e mi è comparso l'esoftalmo, ed ecco perchè vi sto scrivendo dal reparto di Oftalmologia dell'Ospedale dei discorsi persi.

Prima di dire ulteriori stronzate riguardo argomenti così delicati, sarebbe utile ricordare che certi problemi possono essere ben più complicati di quanto affermazioni superficiali possano lasciare intendere. Parlare di situazioni così gravi equivale a una passeggiata su un campo minato, essenzialmente perchè i motivi che spingono una persona a diventare un terrorista sono complessi e numerosi: io non li conosco tutti, ma di certo non sono ascrivibili solo a un'integrazione difettosa dell'immigrato nella società occidentale o allo schifo che fanno l'America e i suoi alleati. 
Cosa ancora peggiore, credo che non ci sia nessun video su Youtube di 10 minuti con pennarelli e matite capace di spiegarci tutti i motivi per cui è dal 2001 che abbiamo coscienza che un attentato potrebbe davvero palesarsi da un momento all'altro vicino a noi, e che ciononostante ogni volta che qualcuno decide di colpire in Europa alla notizia viene dato risalto come se fosse il primo evento nel suo genere: se volessimo capirci qualcosa in più dovremmo documentaci ben più di qualche minuto per poi tornare a disinteressarci del problema. 
Inoltre parlare della situazione geopolitica del Medio Oriente non può ridursi a una mera difesa delle proprie idee di partenza, perchè è uno svilimento di concetti che nessuno ci richiede. Io stesso preferisco non esprimermi a riguardo piuttosto che parlare di cose che non conosco e giungere a conclusioni non supportate da evidenze: parlare di integrazione quando non si sa se il cuoco è rom oppure no non ha senso e ti espone solo a critiche condivisibili: allo stesso modo non ha senso minimizzare un atto terroristico di efferata ferocia o dire che tutti i musulmani sono terroristi o che vanno bombardati tutti e subito o che se ci fosse lo zio Benito sarebbe diverso... Magari si potesse giungere a una conclusione definitiva di uno o dell'altro tipo senza rischio di avere sbagliato valutazione!!! 
Il problema è che le uniche guerre in cui la parte dei buoni era chiara a tutti le hanno fatte gli Uomini e gli Elfi contro gli Orchetti di Sauron, quindi mi dispiace dire che l'unica occasione di scrivere stati definitivi su facebook ce la siamo giocata dopo avere visto la Trilogia del Signore degli Anelli.


You didn't want to scratch but then you got the itch

You only wanted Stoa but you got the witch

You know you're always paying for the shit that's free

It's not easy with this complexity




PS: chissà che cosa significa "Stoa", comunque mi sembra che postando questa canzone stia di nuovo dicendo cose a caso... Vabbè, almeno mi rende felice che pure gli alieni abbiano trovato lavoro nella copertina nonostante le difficoltà nella società odierna.

domenica 4 ottobre 2015

Un altro grande traguardo è stato raggiunto!

Sono sempre restio a parlare della mia vita sentimentale online: la scelta di avere un po' di privacy in questo ambito della mia vita è legato al fatto che un argomento così personale e speciale non può essere messo sullo stesso piano di uno stato dedicato a "Domenica in" o a una condivisione di un animale impagliato male... Per carità, anche quelle sono comunque mie ragioni di vita, però in quei casi non ho alcun problema di fare conoscere quel lato del mio carattere che apprezza le cose orride: il motivo è che, in una discarica di vomito, diarrea e offese gratuite quale è Internet, non ci vedo nulla di incoerente nel rendere noto a tutti i miei contatti di fb altro vomito, diarrea e offese gratuite; al contrario, buttare nel calderone cose a cui tengo invece molto è un atto che sento quasi come una delegittimazione di un aspetto della mia vita che trovo felice e da meritevole di rispetto.

A questo punto una domanda sorge spontanea: perchè tutta questa manfrina su un argomento che non riguarda i Fimbles nè Tiberio Timperi?

Già, perchè?

Il motivo è presto detto: oggi, online, mi sento di condividere con tutti voi un momento molto importante della mia vita, in particolare della storia con la mia ragazza. Dopo il primo bacio, il primo anniversario e il primo viaggio insieme, ci tengo a farvi sapere che un altro grande traguardo è stato raggiunto: oggi, 4 Ottobre 2015, è finalmente arrivata la prima coltellata ai miei danni!!!!!!

Aspetto i messaggi di auguri di tutti voi in posta privata (la mia ragazza invece aspetta l'avviso di garanzia da parte della Procura), presto vi faremo sapere la data della prima udienza in Tribunale! BACI A TUTTI!


PS: la vicenda è andata così: stavamo lavando le stoviglie e ho sbattuto il braccio contro il coltello che teneva in mano, non c'è stato nessun taglio ma è il pensiero che conta <3 Amore mio, spero che un giorno mi spunti un cheloide a forma di cuore grande quanto una prugna per farti capire quanto tu sia importante per me!

domenica 13 settembre 2015

È tempo di rivalutazioni

Durante la mia adolescenza ho sempre guardato con diffidenza ai prodotti della cultura italiana contemporanea. Per questo motivo è stato un sospiro di sollievo scoprire in questi anni universitari che la musica non è solo Giusy Ferreri, che il cinema e le serie TV non sono solo "Scarlett diva" e gli sceneggiati RAI, e che i libri non sono solo quelli di Moccia e Fabio Volo. Se ci penso, è stato bello rivalutare lo stato di salute della cultura italiana anche perchè, in una buona parte dei casi, a farmi conoscere delle belle opere sono stati i miei amici dell'Università: vien da sè che questo ha ulteriormente facilitato il trionfo dei buoni sentimenti e del volemmose bbene anche per i prodotti della cultura nostrana. Per questo motivo vi scrivo oggi: è forte il bisogno di di consigliarvi alcune opere che ho apprezzato in particolare:

-La saga di "Ratman" di Leo Ortolani. Grazie al mio amico Alberto ho messo le mani per la prima volta sulle storie di Ratman questa primavera, e da questa primavera mi chiedo come avessi fatto prima a vivere senza. Mi dispiace molto non avere conosciuto prima Ratman: ai tempi del Liceo, nei periodi di astinenza dalla Gialappa's Band, sarebbe stato molto utile per appagare il mio bisogno di umorismo balordo di qualità. Leo Ortolani in effetti ha creato un mondo veramente originale e irresistibile, pieno di personaggi che sbarellano, idiozie in quantità e persone che vanno a trans (beh, forse non è così originale se penso al Parlamento): non mi potevo aspettare diversamente da un uomo che, sentendosi chiedere se il successo gli avesse dato alla testa, ha negato dicendo di essere sempre il solito ragazzo di Betlemme.

Un Ratman disegnato da me ruotato di 90° a destra. Non ho idea perchè non me lo carichi in una posizione compatibile con la stazione eretta, così sembra solo felice di schiantarsi al suolo: forse questa problematica è legata al fatto che ho modificato l'immagine con Paint, perchè ho dovuto cancellare il segno delle palpebre sotto gli occhi che rendevano Ratman un po' Elio di Elio e le Storie Tese, un po' Raimondo Vianello.

-I romanzi storici di Wu Ming. Credo che i romanzi storici siano il mio genere preferito di libri, ragion per cui quando il mio amico Adriano mi aveva parlato di un gran bel libro ambientato durante gli anni della Riforma luterana sapevo che prima o poi gli avrei dato un'occasione. "Q" in effetti è stata una delle mie letture preferite di questi ultimi anni, e ha dato il via alla lettura degli altri romanzi del collettivo di scrittori noto prima come Luther Blisset e poi come Wu Ming (in realtà la composizione dei due collettivi non è proprio identica, però vabbè). Si tratta infatti di lavori a più mani, il che rende il risultato ancora più sbalorditivo visto che le storie sono molto avvincenti e scritte in tutte le loro parti con lo stesso registro stilistico, eccetto forse "L'armata dei sonnambuli" in cui però è una scelta appropriata per motivi che non vi sto a dire: la fluidità del racconto viene così garantita, e mi chiedo perchè non siano stati tratti ancora dei film o delle serie TV dai loro racconti. I membri di Wu Ming sono artisti poliedrici, e uno di loro ha scritto degli articoli molto interessanti sul Nord-Est italiano e la Grande Guerra pubblicati su "Internazionale" (qui c'è il link che rimanda agli articoli).

La Q in questo caso indica il nome del libro di Luther Blisset, in tutti gli altri casi invece sarebbe stata una semplice lettera dell'alfabeto un po' sbilenca.


-Concetta Licata, regia di Mario Salieri. Non sono un appassionato del genere, però me l'ha consigliato Silvio, mio compagno di classe per un giorno, durante una lezione sulle glomerulonefriti. Silvio a quanto pare ne capisce di questa roba, perchè mi ha detto che con Selen vado sul sicuro, poi è dovuto tornare ad Arcore e non l'ho più visto in classe ma il suo consiglio me lo porterò tra i miei ricordi più cari legati all'Università. Prova attoriale di alto livello, mi ha fatto capire quanto possa essere difficile combattere contro la mafia quando devi farci sesso. Interpretazione di Angela Pintus FA-VO-LO-SA... Grazie ancora Silvio!!!!

E ci siamo capiti.

PS: dei riferimenti a Giusy Ferreri, Scarlett Diva, gli sceneggiati RAI e i libri di Moccia e Fabio Volo parlo con cognizione di causa in tutti i casi tranne Fabio Volo. In quest'ultimo caso mi sono basato sugli stati del profilo di facebook presi dai suoi libri.

PPS: dei riferimenti a Concetta Licata mi sono basato su quanto scritto qua, non so nemmeno se parla di mafia perchè mi sono basato solo sul titolo per il mercato francese "Concetta contre la mafia"... Per quanto riguarda l'interpretazione di Angela Pintus mi sono invece basato sull'immagine dell'attrice che si trova sempre nello stesso link.

PPPS: davvero Silvio Berlusconi è entrato in classe durante una lezione sulle glomerulonefriti, e davvero era molto vicino a me, così vicino che non ho potuto fare a meno di pensare che GQ ha ragione da vendere quando dice che l'uomo più sexy del mondo è David Gandy seguito subito dopo da lui. Per quanto riguarda il consiglio del pornazzo, non me l'ha articolato a voce ma, incontrando il suo sguardo, credo fosse quello che volesse dirmi con gli occhi.

giovedì 20 agosto 2015

Ho visto cose abbozzate male o venute uno schifo che voi umani non potete immaginare

L'Università insegna che in corso di depressione si assiste a una vera e propria attrazione verso il polo negativo della realtà: con questo termine si intende che ogni evento o situazione viene vissuto o interpretato dal paziente in maniera pessimistica, o comunque in modo più negativo rispetto a quanto farebbe una persona non depressa. 
Ciò che l'Università non fa è definire la natura della realtà che invariabilmente attrae me. Io non sono depresso nè maniacale, e in effetti non ho idea del nome più appropriato da affibbiare a quel polo della realtà ricolmo di riferimenti a personaggi disperati della TV, film di merda, Andrea Diprè, figure da rincoglioniti, scorregge in pubblico, animali impagliati male e tutte le altre cose ostentate seppur improponibili che esistono in natura.



Si può parlare di polo "spazzatura" della realtà, o polo "programmi osceni della mia infanzia che si ripropongono in automatico nella mia mente" della realtà, o polo "vecchi che cercano di bersi l'etilometro anzichè soffiarvici dentro" della realtà?
Purtroppo nè io, nè evidentemente la Psicologia e la Psichiatria sappiamo rispondere a questa domanda. Sta di fatto che l'impresentabile pennella sulla tela della mia vita i colori che più mi affascinano da quando mi è stato diagnosticato quel disturbo di personalità che molti chiamano adolescenza: non riguarda solo i momenti più divertenti o esaltanti, ma permea ogni aspetto della mia vita. 
Questo può suonare come una condanna terribile, perchè avere come termine di paragone prodotti scadenti o persone miserabili e ridicole potrebbe rovinare quanto di veramente bello e apprezzabile c'è da scoprire. Io credo però che si diventa in un certo modo in base al proprio vissuto, ragion per cui, se penso al mio passato, non considero assolutamente questo aspetto un problema da risolvere nè una caratteristica da eliminare una volta per tutte: per quanto visto e vissuto sin da bambino, era naturale sviluppare una forma mentis tesa ad esaltare il ridicolo e il fuorviante, ragion per cui non posso biasimarmi se mi ritrovo a citare il più delle volte stronzate o cose capaci di fare crollare il livello di un discorso dalle stelle al vomito dentro un lavandino. Questo non significa che sia incapace di dare il giusto valore a ciò che merita: semplicemente, rispetto alla media credo di fare più paragoni tra capolavori e schizzi di diarrea che tra capolavori e capolavori.

Per esempio, in questi giorni ho finito di leggere "Neuromante" di William Gibson, un romanzo fantascientifico che ho trovato faticoso quanto affascinante. Entrare nel mondo distopico raccontato in questo libro è complicato, perchè la prosa di Gibson sfrutta numerosi neologismi e termini informatici che rendono difficile la piena comprensione di quanto viene raccontato: lo stile di "Neuromante" sarà più complesso di quello a cui sono abituato, e ciò è un punto di forza di questo romanzo perchè dà l'idea che la narrazione venga portata avanti da un uomo del futuro che parla in un modo simile al nostro seppur diverso, in quanto arricchito da nuove parole che rendono conto del progresso tecnologico: usando qualche parola che strizza un occhio ai computer e l'altro a "in realtà non so ancora cosa si intenda per proxy e tutte le altre parole che riguardano l'informatica quindi non biasimatemi ma io continuo a non capirci un cazzo di questi termini specialistici",una volta che si riesce a scardinare il firewall e ci si può concentrare senza problemi sulla storia è inevitabile appassionarsi a essa, e si capisce perchè questo libro sia il capostipite di un intero sottogenere fantascientifico (il cyberpunk) e sia stato considerato una fonte di ispirazione da hacker che puntano a fare attivismo informatico. Personalmente credo che un film tratto da questo libro possa essere potenzialmente bellissimo, soprattutto se capace di ricreare le ambientazioni della seconda parte della trama.

Ma perchè tutto questo bel papocchio quando si parlava del fascino che hanno per me le impurità e le cose assolutamente dimenticabili? Beh, naturalmente la mia recensione era necessaria per dirvi quanto segue.

DISCUSSIONE STANDARD SU NEUROMANTE

A: "Se ti posso dare un consiglio, leggiti "Neuromante" di William Gibson.
B: "Sì? Di che parla?"
A: "Non voglio svelarti troppi particolari, ti basti sapere che è un libro di fantascienza che tratta numerosi temi interessanti e che è stata una delle maggiori fonti di ispirazione per Philip K.Dick quando ha scritto "Do androids dream of electric sheep?""
B: "Pecore elettriche che?"
A: "Bitorzolo, sto parlando di "Blade Runner"!"
B: "Ah ok, figo! Grazie per la dritta!"
A: "Figurati! Fammi sapere poi cosa ne pensi!"

DISCUSSIONE CON ME SU NEUROMANTE

IO: "Ehi B, se ti posso dare un consiglio, leggiti "Neuromante" di William Gibson. Non ne resterai deluso, parola mia"
B: "Eh?"
A: "Hai presente il futuro distopico di Blade Runner? Ecco, a quanto pare il romanzo che ti sto consigliando è stato una grande fonte di ispirazione per Philip K. Dick, tanto che numerosi temi analizzati nelle due storie sono simili... Comunque ci pensi che Harrison Ford nella vita reale gira con l'orecchino anche se ha 70 anni? Ciò ai miei occhi me lo rende ancora di più un alcolizzato di provincia, a quell'età con l'orecchino ci vedo solo gli ubriachi nei pub..."
B: "Ok, ma io non ho visto Blade Runner nè so chi sia Philip K. Dick, Tu mi chiami B, ma io sono solo un barbone che ti ha chiesto dei soldi perchè non ce la faccio più a mangiare roba dalla pattumiera, capiscimi... Mai avuta nè rubata una TV per vederci i film"
IO:"Non hai visto Blade Runner? Mmm... Vabbè, senti, forse allora hai visto ai tempi di "Solletico" quel cartone che si chiama "ReBoot", di cui non mi ricordo nulla se non che c'erano dei personaggi blu in CGI che avevano numerose avventure dentro un computer e che mi davano l'impressione di essere così buggati da potere perdere le palpebre da un momento all'altro per rendere all'improvviso spaventoso un programma per bambini, e dove c'erano anche un robot di cui avevo il giocattolo e un cane che mi faceva schifo e chissà che cazzo combinava dentro un pc... Spero che adesso l'ambientazione del romanzo sia per te un minimo più chiara, anche se non ho idea perchè mi venga in mente un ammasso di pixel vecchio di 20 anni perchè in realtà non c'entra proprio nulla col cyberpunk. Capiscimi anche tu, sei un disperato, stiamo parlando di cose di cui non te ne frega nulla, è normale che mi vengano in mente programmi di merda, no?"



Da sinistra verso destra: Sandy Cohen, un cane fatto troppo male per non fare impressione, un membro della MS13 e la segretaria di Ghostbusters. Dietro sono apprezzabili un pc che ha fumato ganja e due piedi appartenenti a non so cosa che stanno su un bancone dove la gente blu magari ci mangia sopra. 

B: "Dammi del cibo, ti prego... Non ho idea di cosa tu stia parlando. Nutrimi e basta, non mangio da giorni!"
IO: "Ora che ci penso, sai che una volta il mio professore di Storia voleva fare il gradasso con una mia compagna straniera ma gli andò di merda? Siccome lei non sapeva ancora parlare bene l'Italiano, lui allora usava vocaboli forbiti per metterla in difficoltà, solo che una volta si è fregato con le sue mani e le ha detto in classe "Ma tu di cosa ti nutrisci?"
B: "Ho fame..."
IO: "Nutrisci, capito? HA!!!! Mica nutri, nutrisci ha detto! Fai conto che tutta la classe gli ha riso in faccia, il che è stato molto strano perchè in genere cercavamo di non metterci in cattiva luce con lui perchè incuteva timore reverenziale... Mi è venuto in mente perchè hai detto nutrimi"
B: "Credo che sia giunto il momento di tornare a farmi di colla"


PS: è' importante sottolineare un aspetto su "ReBoot": questo cartone mi lasciava piuttosto indifferente, il che rende il ricordo di "Reboot" ancora più inutile. Ciononostante mi è davvero tornato in mente poco dopo avere letto "Neuromante", e questo non può che essere molto triste per me, visto che l'unica cosa che hanno veramente in comune "Neuromante" e "ReBoot" non è parlare di realtà virtuale ma usare un sacco di parole di cui non conoscevo il significato.





venerdì 7 agosto 2015

Il Parco della Favorita

In un passaggio molto evocativo de "Il Signore degli Anelli - Il Ritorno del Re", l'esercito dell'Ovest, guidato da Aragorn e in marcia verso il Cancello Nero, una volta raggiunto il Crocevia del Re Caduto, si fermò a contemplare lo stato di conservazione di quel luogo. Il punto di intersezione tra due importanti strade, che un tempo avevano garantito veloci collegamenti e fiorenti commerci tra Harad e l'Ithilien e tra Osgiliath e Minas Ithil,  era caduto in rovina dal momento in cui era passato sotto il controllo degli Orchetti di Mordor. 
In particolare, il monumento in pietra raffigurante un vecchio Re di Gondor era stato vandalizzato. La testa mozzata e sostituita con un masso con l'Occhio di Sauron disegnato, e l'intera superficie imbrattata da simboli osceni rappresentavano un terribile monito per chi aveva l'intenzione di resistere agli attacchi dell'Oscuro Signore: come questo luogo non ha resistito alla barbarie, allo stesso modo il resto del mondo dei popoli liberi soccomberà alle forze del Male, e ciò che di bello appartiene alla Terra di Mezzo verrà distrutto e dimenticato. 
La violenza ai danni di qualcosa che ti rappresenta può generare rabbia, dolore, desiderio di vendetta, tutte emozioni fini a se stesse se non controllate, ma Aragorn aveva sangue reale nelle vene e fu capace di reagire in modo esemplare al triste spettacolo di cui si era reso testimone: ordinò di ripristinare lo stato originario della statua. Il masso con l'Occhio di Sauron fu così rimosso, fu riposizionata la testa del Re di Gondor e anche i simboli osceni vennero eliminati. Agli occhi dell'armata dell'Ovest, un messaggio di morte e distruzione si tramutò così in uno di speranza, e Aragorn ordinò di riprendere il cammino per l'ultima battaglia contro le forze dell'Oscuro Signore in nome degli ideali dei popoli liberi.

L'area verde più estesa del Comune di Palermo è nota come Parco della Favorita o Real Tenuta della Favorita, anche se io l'ho sempre sentita indicare con il più immediato termine "la Favorita". Al suo interno, proprio come in Central Park a New York, viene percorsa da una strada molto trafficata che collega Palermo alla località balneare più importante della città, Mondello; a differenza di Central Park, la Favorita non è meta di amene passeggiate nella Natura nè costituisce un valido rifugio dalla frenesia e dall'inquinamento cittadino.
Il Parco della Favorita è, come altre zone della città, in completo stato di abbandono, probabilmente da così tanto tempo che pare impossibile una sua riqualificazione. Dopo innumerevoli volte in cui ho fatto con la famiglia avanti e indietro da Mondello attraverso questo parco, ho avuto piena consapevolezza delle condizioni penose in cui si trova la Favorita solo dopo averci fatto un giro in bicicletta due giorni fa. In effetti, la velocità e il mezzo di spostamento influiscono molto sul modo in cui vengono codificate le informazioni dall'ambiente circostante: un rettilineo noioso in macchina si trasforma in una strada faticosa perchè magari ha una pendenza a cui in precedenza non avevi fatto caso, e allo stesso modo il paesaggio che vedi cambiare rapidamente da dietro un finestrino diventa una lunga e lenta successione di alberi, lapidi commemorative di vittime di incidenti automobilistici... E, nel nostro caso, soprattutto rifiuti di ogni tipo. 
Quello che mi ha dato più fastidio nel pedalare all'interno della Favorita non è stato infatti il traffico, intenso anche alle 7 del mattino: purtroppo non esistono mezzi alternativi alla macchina ugualmente affidabili per raggiungere Mondello, e così, non potendo contare sui mezzi pubblici e mancando una pista ciclabile, è inevitabile vedere una quantità infinita di automobili che ti superano e scaricano i loro gas di scappamento sulla tua faccia... Dallo smog palermitano evidentemente non si può sfuggire, e allo stesso modo non si può sfuggire nemmeno all'incuria con cui viene gestito quello che dovrebbe essere il polmone verde della città. 
Ho provato una forte sensazione di disagio alla vista di quella distesa interminabile di cartacce, lattine, rottami e Super Santos bucati ai lati della carreggiata perchè, per la prima volta da quando passo per la Favorita, ho pensato che questo è un luogo senza speranza: avere l'impressione che l'area in teoria più salubre di Palermo sembra morente e notare che persino l'odore del luogo è sgradevole getta ombre sul futuro che mi immagino per la mia città natìa. È deprimente avere la prova che le cose brutte continuano a persistere nel tempo o diventano ancora più spiacevoli. A pensarci bene, non ho mai sentito nessun palermitano che invitava qualcun altro a fare una passeggiata in Favorita, segno che evidentemente questo parco già da molti anni non ha alcun fascino; è probabile che implicitamente lo sapessi pure io che non c'è nulla di particolarmente piacevole in questa zona di Palermo, visto che le volte in cui ho fatto riferimento alla Favorita non erano legate a fantomatici tuffi nella Natura ma alla presenza delle povere puttane che battono a ogni ora del giorno. 

Pare così che alcune situazioni sgradevoli siano condannate a essere le stesse, almeno in certi luoghi d'Italia. 
Del resto, come è possibile sperare in una riqualificazione quando tutto è immoto da troppi anni per poterci credere? Come si può credere che un giorno un posto come la Favorita venga riqualificato quando non c'è nessuno pronto a volere cambiare veramente le cose? Già mi immagino uno che come me si lamenta dello stato di incuria del parco più grande di Palermo, e mentre lo fa abbassa il finestrino per gettare qualche rifiuto dalla vettura in corsa. 
Il Crocevia del Re Caduto per Aragorn e i suoi uomini rappresentava una frontiera tra la civiltà e la barbarie, e ripristinare la sua struttura originaria equivaleva ad ampliare i confini della prima ai danni della seconda. Quando si parla di Palermo e dei suoi problemi, invece, mi pare che la situazione sia così compromessa che, vista la quantità esorbitante di cose che non vanno e sono lasciate a se stesse, cercare di migliorare il quadro sia inutile; posso anche togliere dalla statua del Re di Gondor i cazzetti disegnati dagli Orchetti o allontanare le puttane e i loro clienti dal piedistallo, ma rimarrò comunque circondato da barbari che in maniera inevitabile prima o poi ritorneranno a scrivere un vaffanculone gigante sulla fronte del monumento o pisceranno addosso sulla foto della prima vittima della strada capitata sotto tiro. 

Si può sempre obiettare che i personaggi del Signore degli Anelli, nonostante si trovassero in una situazione non proprio desiderabile visto che stavano per essere massacrati tutti, ne siano comunque usciti fuori. Allo stesso modo i problemi di Palermo, seppur gravi, potrebbero essere considerati risolvibili: in maniera ottimistica, la Favorita potrebbe quindi rifiorire al pari di Bosco Atro che dopo la caduta di Sauron divenne felicemente noto come Bosco Verde il Grande...Io purtroppo non sono così ottimista, essenzialmente per tre ragioni:

  1. Palermo non ha un Aragorn che la guidi da almeno 750 anni.
  2. I palermitani se fossero stati nella Terra di Mezzo si sarebbero probabilmente schierati con l'Oscuro Signore e avrebbero dato 61 deputati su 61 a Forza Sauron.
  3. La separazione delle forze del Bene da quelle del Male nel Signore degli Anelli è netta, ragion per cui lasciarsi alle spalle il Crocevia restaurato non portava grosse preoccupazioni. Al contrario, i palermitani devono difendersi da loro stessi perchè a Palermo convivono uomini liberi e Orchetti: tra questi ultimi, alcuni si sono reinventati parcheggiatori abusivi e sono facili da riconoscere, ma ce ne sono molti altri insospettabili che si sono integrati a una prima occhiata molto efficacemente nel tessuto sociale e sono quindi difficilmente identificabili fuori dai contesti in cui esplicano la loro natura. Non parlo necessariamente di mafia, ma dell'attitudine che hanno moltissimi a farsi esclusivamente i cazzi propri a discapito dei bisogni della comunità: questo atteggiamento lo si nota facendo la fila al bar, in macchina, anche camminando per strada... Per questo motivo il sospettuccio di mettere a posto il Crocevia palermitano e ripulire la Favorita da tutto lo schifo che la monda, per poi trovare dopo poco una scritta recitante "SUCA" con i soliti benefattori che si mettono a seminare rifiuti speciali dalle auto in corsa, mi permane.


PROTOTIPO DI ORCHETTO PALERMITANO N°1
Buongionno, la machina te la vedo io. I soldi per u cafè me li dai?
PROTOTIPO DI ORCHETTO PALERMITANO N°2
Gran funciazza di minchia, se non mi giuri che ero a fare la fila prima che arrivavi tu  anche se non è vero ti arrumpo a face, anche se sei mio nipote.

PROTOTIPO DI ORCHETTO PALERMITANO N°3
Ma che minchia vuoi!!!! Se ti supero da destra con moglie e cinque figli in scooter con me e muoiono tutti questo secondo te succede perchè sono un cafone fuorilegge e nessuno di noi indossava il casco omologato?! La colpa è tua che ci sei venuto addosso... Figlio di pulla, ora ti piglio a boffe finchè non sanguini!