giovedì 12 marzo 2015

La sindrome di Francis Ford (I)

Mi sento molto dispiaciuto se penso che sto riaggiornando il blog solo adesso a distanza di settimane, ma non poteva essere altrimenti: purtroppo la mia assenza è stata causata da problemi di salute che hanno messo a repentaglio la mia vita. Sarà difficile ripercorrere i vari passaggi intercorsi durante questi quasi 20 giorni lontani dalla vita di tutti i giorni, ma ho scelto di raccontare tutto per rispetto dei miei numerosi lettori e, soprattutto, per lanciare un monito prevenendo altre potenziali disavventure come quella capitata a me.

So che diventare famoso ha i suoi lati negativi, lati negativi che, dopo avere aperto questo blog ampiamente pubblicizzato e apprezzato pressochè da chiunque, sto sperimentando sulla mia pelle: per carità, firmare autografi lo faccio volentieri, lo stesso dicasi per le foto con le mie fan minorenni sovrappeso dell'hinterland milanese, ma non è che vivo per fare solo queste cose! Purtroppo essere un personaggio noto è anche questo: diventi riconoscibile agli occhi di una moltitudine eterogenea di persone pronta ad ammirarti, salutarti, riderti in faccia, sputarti addosso o chiamarti col nome di un altro personaggio famoso. 

Era importante premettere questi aspetti veri della mia vita, perchè così diventa quasi banale dire che il mio aspetto fisico è ampiamente conosciuto da molti di voi; rivolgendomi a quei pochi che si fossero persi quel gran bel tulipano sbocciato con i pistilli rivolti verso il cielo che io sono, è giusto che sappiano che il mio fenotipo è all'apparenza inusuale per un siciliano. Infatti, sebbene sia nato a Palermo, ho delle caratteristiche fisiche non comuni per l'abitante della Trinacria che tutti noi abbiamo bene a mente: ho iniziato a radermi per necessità durante l'adolescenza e non a 3 anni, sono ben più alto di un metro e cinquanta e la mia carnagione non ha tonalità riconducibili al cuoio invecchiato; inoltre non ho le orecchie a punta e non possiedo la capacità di diventare invisibile. 
Curioso, vero? Ancora più curioso è il fatto che ho preso una caratteristica dai gloriosi popoli dell'Africa centrale di cui però non voglio parlare più di tanto per ora; basti dire che, se rispetto al siciliano medio le mie caratteristiche sembrano più scandinave perchè semplicemente una buona parte del mio patrimonio genetico è stata ereditata dai Normanni o da qualche Svevo venuto al servizio di Federico II, la mia grande dote africana è molto più difficile da spiegare, e per questo mi piace pensare che i 12 cm di diametro siano un dono raro che mi ha voluto fare Madre Natura.

La Scienza del resto ci insegna che non tutte le caratteristiche fenotipiche si possono spiegare con i soli fattori genetici, ma molto spesso intervengono fattori ambientali che non sempre sono identificabili: i geni normanni che mi avrebbero garantito un'altezza ragguardevole non mi sarebbero probabilmente serviti a nulla nel XIII° secolo, visto che la mancanza di una dieta inadeguata dal punto di vista nutrizionale mi avrebbe comunque condannato ad essere più basso del Piccolo Lucio... Allo stesso modo quei 12 cm sono stati raggiunti perchè, probabilmente, a un certo punto della mia esistenza ho combinato qualcosa comune nelle savane ma eccezionale alle nostre latitudini, tipo mangiare le antilopi o farmi crescere la criniera, che so: in soldoni, un fattore ignoto  mi ha permesso di diventare un recordman, in maniera del tutto imprevedibile sulla base delle attuali conoscenze.

Beh, cari i miei lettori, è stato proprio un fattore ambientale a causarmi la gravissima malattia da cui ancora non mi sono completamente ristabilito, e oggi ve ne parlerò con dovizia di particolari, un po' come fece Oliver Sacks dopo l'intervento per un melanoma oculare. Sarà importante parlarne, ma sarà ancora più importante che voi recepiate il messaggio: basta poco per fare prevenzione primaria di questa ignominiosa malattia che non smetterò di odiare da qui al resto della mia vita.



Sto parlando della bastarda.



Sto parlando della perfida.


Sto parlando della esuberante (aspettate, questa parola non ha necessariamente un connotato negativo, fatemene pensare un'altra)  

 Sto parlando della merdosa!!!! (ora sì che ci siamo!)







Sto parlando della sindrome di Francis Ford.





PS: prima che pubblichi il secondo capitolo di questa storia maledetta passerà un po' di tempo perchè devo fare ancora qualche ciclo di terapia, nel frattempo vi faccio vedere con orgoglio i miei 12 cm di diametro... Non mostrateli a madri e fidanzate, mi raccomando: non sarò responsabile delle loro azioni eheh!




























In teoria il disco labiale è una cosa da femmine, è vero, però secondo me sono tipo i leggings per i maschi: prima o poi verranno entrambi valorizzati degnamente come prodotti unisex. Se mi vedete nero non è perchè prima vi ho mentito sulla carnagione; in realtà ho usato un particolare filtro su Instagram e sono uscito così, sono scomparsi pure i capelli e i vestiti... Certo che quel selfie in corso Buenos Aires è stato proprio stravolto... Vabbè, poco male.

lunedì 23 febbraio 2015

Sto aspettando che mi esploda la testa



Mi sarebbe piaciuto fare qualcosa oggi, davvero... Purtroppo il mio sguardo si è posato su un potentissimo totem a forma di cane che ha prosciugato la mia volontà, e adesso mi sento obbligato a fissare quest'immagine fino alla mia morte.
Arrivederci e baci.

mercoledì 4 febbraio 2015

Giorni non facili

Questi non sono stati giorni facili per me. La spiegazione potrebbe sembrare difficile da trovare, almeno all'apparenza: effettivamente, ci sono vari motivi per cui dovrei essere di buon umore:
  1. In queste ultime due settimane ho visto molte persone a cui tengo molto, e con loro ho vissuto dei momenti di quieta felicità, cosa che per uno studente universitario in periodo di esami non è poi così semplice... Ma niente, questi non sono stati giorni facili per me comunque: con questo andazzo, morire solo, povero e pazzo è una situazione probabile.
  2. Il magico Palermo ha vinto col piglio da grande squadra una partita tosta iniziata nel peggiore dei modi, confermando di essere una delle migliori compagini del campionato; rivedere lo spirito combattivo che mancava dai tempi di Delio Rossi è veramente fantastico... Ma no, questi non sono stati giorni facili per me, quindi pure la passione calcistica è passata in secondo piano e non ha migliorato il mio umore.
  3. Ho dato il settantacinquesimo esame della mia carriera universitaria. Vedere che mi restano solo altri quarantasette esami mi infonde speranza perchè vuol dire che ci sono quasi; se devo essere sincero non so cosa succederà dopo la laurea, visto che l'atrofia muscolare legata alla carenza di movimento mi obbliga a girare in carrozzina e la balbuzie è diventata così grave che è impossibile parlare e mi esprimo solamente con la scrittura. In ogni caso vivo in funzione del grande giorno, quando dopo la proclamazione riceverò la tanto agognata iniezione letale o il colpo di fucile sulla nuca. Ricordo però che questi non sono stati giorni facili per me, ragion per cui tutte queste belle speranze sono passate in secondo piano.
  4. L'America l'America, Bobbe Malle Bobbe Malle, aveva tutta la piantagiona, aveva tutta la casa verde, oh-yo-yo, zip-zip-zip, Bobbi Bobbi Roberto Roberto, un joint è uno spinello, abbillò tutto molto bello. Questi non sono stati giorni facili per me, quindi la regina elisabetta e il primo nome dei bitols i blaia
La mia profonda amarezza è legata all'elezione del Presidente della Repubblica, e in particolare alle aspettative che riponevo su Giancarlo Magalli. È proprio una stronzata da dire, ma a furia del lavaggio del cervello a cui ci siamo sottoposti tutti quanti e che ci ha portato a identificare nel conduttore de "I fatti vostri" un idolo indiscusso, io mi ero immaginato un epilogo degno per l'intera vicenda, con tanti voti buttati a suo favore. Invece, il nome che doveva raccogliere l'eredità dei vari "Maradona", "Sabrina Ferilli", "Topo Gigio" e che aspirava a essere scandito più e più volte dalla Boldrini per la gioia nostra, di Adriana Volpe e di Paolo Fox, si è visto assegnare un solo voto.

Quando l'ho saputo, ho provato dapprima pietà per il povero Magalli, e ho pensato a quanto bisogna essere stronzi nello scegliere come candidati robe come "Ezio Greggio", "Topo Gigio", nonchè quanto bisogna essere Razzi nel votarsi da soli; in seguito, ho provato un profondo scoramento perchè il solo avere sperato che alla guida dello Stato ci fosse Magalli, uno che la mattina per lavoro fa giochi a premi con settantenni ipoacusici e intervista disperati random con problemi a caso, mi lascia presagire che ho completamente il cervello in pappa.

A mia parziale discolpa, è difficile in questi anni dare il giusto valore alle notizie. Grazie al web qualunque tipo di informazione è facilmente fruibile, e la sua importanza è legata non tanto al tema trattato, ma al numero di visualizzazioni e condivisioni che genera l'argomento: anzichè scrivere questo post, potrei benissimo mettermi a leggere qualche nozione interessante su Wikipedia, oppure cercare un puccioso articolo del Corriere: http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/15_febbraio_04/atchoum-gatto-peloso-fenomeno-rete-425ce954-ac4f-11e4-88df-4d6b5785fffa.shtml
Infatti, a differenza di quanto avvenga per esempio per le pubblicazioni scientifiche, all'interno di un sito web di informazione si passa dalla politica a Belen, dal calcio agli eventi culturali in programma con una facilità disarmante, spaventosa: cosa è realmente importante al giorno d'oggi? Non può ridursi a una sola questione di gusti il valore di una notizia.

Con questi presupposti, tutte le interviste a Magalli di questi ultimi giorni hanno generato delle aspettative nei suoi confronti che non sono in alcun modo giustificate dalla realtà dei fatti. Se anche trollare finisce col diventare una cosa da prendere sul serio, vuol dire che siamo arrivati a dei livelli preoccupanti di deficit cognitivo... Fortuna ha voluto che lo stesso Magalli, dopo la prima votazione e i primi commenti riguardanti il suo fantomatico flop, abbia fatto un finto discorso di insediamento, degna conclusione di un atto goliardico eccezionale che ha riportato la vicenda alla dimensione che le competeva.

Tutto questo mi ha insegnato per la trecentosessantaseiesima volta che, per quanto possa essere insensibile al fascino del gatto Atchoum o del gossip, anch'io come tutti gli altri tendo a dare importanza a minchiate che mi fanno trascurare cose più importanti: nel mio caso, se da un lato non mi sono perso un'intervista del mio simpatico beniamino sovrappeso, d'altro canto dei candidati reali al Quirinale non mi sono informato quanto avrei potuto... Ed è così che si perde la bussola.

Sprecare il proprio tempo in minchiate diventa una disgrazia nel momento in cui non si riconosce più la minchiata come tale ma come qualcosa di più, e questa storia ne è un lampante esempio. Per fortuna, in questi giorni alcuni miei amici toscani che suonano insieme da 8 anni, i Piqued Jacks, hanno lanciato il loro ultimo disco. Loro secondo me sono davvero bravissimi e danno l'impressione di curare al dettaglio ogni pezzo per creare un'atmosfera speciale grazie alle loro canzoni; non vanno in TV nè fanno interviste a Visto o a Di Più, nonostante la loro esperienza musicale sia stata fin qui molto interessante e abbiano pure suonato all'estero: probabilmente in questi giorni leggendo il sito del Corriere non troverò articoli dedicati a loro, e sono abbastanza convinto che sui rotocalchi Francesco non venga considerato quanto Emma Marrone o il gossip non si interessi di Andrea come fa con Valerio Scanu... Beh, questo non è importante: la sensazione di sentire musica vera ce l'ho quando ascolto "Reign of clouds", non "Tappeto di fragole" dei Modà, e il mio tempo è decisamente ben speso a sentire i loro pezzi (se vi va di sentire le loro canzoni questo è il link http://piquedjacks.bandcamp.com/album/climb-like-ivy-does)...

... Peccato che non sia sempre così semplice dare il giusto valore a quello che facciamo e sentiamo. Cercherò di evitare nuovi sbandamenti idioti, ma adesso vi devo salutare perché ho da fare: ci sono video di Diprè e di animali domestici che fanno cose stupide ad aspettarmi per le prossime quindici ore.

martedì 20 gennaio 2015

Mandy la scheletrina

Se c'era una cosa che mandava Mandy la scheletrina su tutte le furie era l'essere presa in giro dai suoi coetanei.

"Mamma, io non ce la faccio veramente più: le offese a scuola diventano sempre più frequenti e pesanti. Finchè a farmele è uno scheletrino idiota riesco a gestire la situazione e a rispondere a tono, ma adesso ci sono vere e proprie coalizioni che non fanno altro che dirmi che faccio schifo..."

"Mandy, scheletrina mia! Purtroppo non siamo tutti intelligenti in questo mondo: alcuni sono più scemi di altri, e tu ne stai avendo la dimostrazione proprio adesso. Se uno è cretino e riconosce la superiorità intellettuale di un'altra persona, se vuole umiliarla non gli resta altro modo che fare leva su particolari stupidi: strani accenti, modi di fare inusuali, piccoli difetti fisici... Purtroppo è sempre stato così, Mandy: a scuola prima o poi le persone intelligenti vengono prese di mira. L'hai già fatto presente ai tuoi insegnanti?"

"Mamma, lo so già quello che mi hai detto, infatti non è un problema quello! Il problema è che ormai ci ride pure la maestra quando mi fanno le battutine, e adesso mi sento in balia di una situazione che non riesco più a gestire. Io sono sempre stata gentile con tutti, non dico cattiverie sul conto di nessuno, eppure la situazione è questa."

"Mandy... Mi dispiace tanto, credo sia opportuno andare a parlare con chi di dovere a scuola. Ma le tue amiche non prendono le tue difese in classe?"

"All'inizio sì, adesso però sono così frequenti le risate sul mio conto che tendono a ignorare la questione, e io ci resto sempre peggio. Mi piaceva pure questo scheletrino, Omero... Ormai da due settimane a questa parte partecipa pure lui alle offese sul mio conto!! Mamma, sono così disperata... Cosa c'è che non va in me?"

"Sono invidiosi della tua bravura, Mandy, mi pare di avertelo già detto."

"Magari mamma! Invece non è questo, ci sono altre scheletrine brave a scuola in classe mia ben più preparate di me, e loro, anche se sono delle grandi antipatiche, non ricevono la stessa caterva di insulti che ricevo io! C'è di sicuro dell'altro mamma... Non è che sono davvero brutta come dicono?"

"Ehm..."




"Mamma??? MI STAI DICENDO ANCHE TU CHE SONO UN CESSO?!"

"No Mandy."

"Stai mentendo!!!!!! Mamma, sono un vomito di ossa!!!!!!!! Allora è vero, faccio schifo..."

"Mandy... Tu per me sarai sempre bellissima. Adesso però preparati, che ti porto in un posto che sono sicura ti tirerà su il morale."

"Evviva!!! Lo shopping al centro commerciale è proprio quello che mi serviva, grazie mamma!"

"In realtà andiamo dall'ortopedico: non farà i miracoli, ma almeno quella schifezza di lussazione delle falangi del pondulo te le riduce di sicuro."

Il pondulo è un termine swag per definire il quarto dito del piede.

lunedì 12 gennaio 2015

Meno male che si basano sui giornali e non su facebook sennò il Presidente Napolitano mi avrebbe già smitragliato contro

Quando si parla di Catari o Albigesi si definisce un gruppo di eretici vissuti durante il Basso Medioevo nella Francia meridionale. Secondo il Catarismo, il Dio dell'Antico Testamento è malvagio; si riconosce una concezione dualistica delle forze che tentano di dominare le anime degli uomini, Dio da una parte e il Male con il Rex Mundi dall'altra. Lo stesso mondo in cui viviamo è dominato dal diavolo, per cui c'è bisogno di vivere secondo castità (per non generare altri figli/schiavi del Male), umiltà e povertà (per non lasciarsi vincere dalle tentazioni di un mondo diabolico).
Dopo vari richiami e trattative infruttuose culminate con l'omicidio del legato papale, nel 1209 papa Innocenzo III indisse una Crociata contro gli Albigesi, che si concluse con la sconfitta degli eretici e la messa a rogo dei superstiti non abiuri.

La Crociata contro gli Albigesi assume in questi giorni una valenza interessante per almeno due motivi :
1. La Chiesa cattolica non indice più Crociate nè inquisisce gli eretici con l'ausilio di vergini di Norimberga, fruste e supplizi dell'acqua: almeno, non mi pare che sia stato riservato questo trattamento a monsignor Milingo... E nemmeno alle persone che conosco con una concezione della divinità quantomeno peculiare!
2. Considerando la contrapposizione manichea tra Bene e Male presente nel Catarismo, sembra quasi che lo sterminio di questo movimento sia avvenuto per una mera questione di percentuali: bastava pensare a un Dio onnipotente e a una malvagità meno diffusa, e con un pò di sofismi e supercazzole sulle altre credenze catare non riconosciute da Roma magari la pellaccia era salva.

Da cittadino italiano del XXI° secolo potrei vedere la Crociata contro gli Albigesi come un eccidio programmato, e lo potrei condannare auspicando che eventi simili non capitino mai più in nome della libertà di credo. D'altro canto, come commentare degli avvenimenti accaduti 800 anni fa con una mentalità tanto diversa dalla loro? Non credo che gli eretici fossero visti dai Cristiani tanto diversamente da come avrebbero potuto vedere un branco di demoni, inoltre alcune credenze catare erano veramente assurde e insensate anche ai nostri occhi: pratiche di mortificazione della carne venivano attuate anche dai bambini, che a quei tempi sono sicuro che non avessero nulla di cui pentirsi, semplicemente perchè ancora non usavano facebook nè Youtube.


Quello che è successo è  il frutto di azioni e reazioni tipiche degli uomini di quel periodo, che si facevano muovere da valori invariabilmente diversi da quelli che muovono noi: se poi si pensa che gli ideali sono diversi da persona a persona, si capisce che è difficile riuscire a codificare il concetto di "azione giusta" in maniera assoluta. Distruggere un movimento ereticale in ascesa era ampiamente giustificato nel XIII° secolo (basti pensare all'importanza della stabilità politica in una regione strategica e economicamente prospera), non oggi. Cari lettore, potete quindi stare  tranquilli: anche se pensate che Lory Del Santo sia un angelo del Paradiso, credo che Papa Francesco non esorterà la Cristianità a tirarvi fuori da casa mentre vedete in tv l'Eredità e a darvi fuoco!

Per questi motivi commentare le vicende storiche facendo riferimento a valori personali è divertente ma fine a se stesso: si possono trovare plurime chiavi di lettura ma, per quanto originali siano, la sequenza degli eventi non cambia (e soprattutto diventa un esercizio non troppo diverso da quello di commentare i vizi della nostra classe politica, tanto per fare un esempio).


In questi giorni abbiamo commentato e ricommentato i bruttissimi momenti che ha dovuto fronteggiare la Francia, e stiamo assistendo a un fenomeno quantomeno curioso: l'attacco terroristico alla redazione di "Charlie Hebdo" ha elevato un gruppo di disegnatori dissacranti al rango di paladini della libertà di espressione.
Io non conoscevo le vignette satiriche di questo periodico: non avendo mai sfogliato le pagine della rivista e non parlando il francese, e leggendo alcune esternazioni su fb mi sono fatto l'idea che fosse una sorta di Vernacoliere ancora più blasfemo e un po' più impegnato... D'altro canto io il Vernacoliere l'ho letto solo una volta quando avevo 14 anni, mentre per il resto della mia vita mi sono gustato solo i divertentissimi quanto sboccati titoli...

Vabbè, io la mia verità ve la racconto: non so che cazzo pensare di questa rivista francese, nonchè dei suoi disegnatori e dei suoi editori. Non so che persone siano state nè so quanto delle loro opere sia da attribuire a irriverenza, pregiudizio, odio, scherno, blasfemia. Non so se avessero delle linee editoriali, o al contrario si sono sempre permessi di toccare i nervi scoperti del malcostume, delle incongruenze e del degrado. 
Se davvero di libertà di espressione estrema si è trattato e non di altro, immagino che, in questo mare di retorica, i disegnatori ammazzati brutalmente avrebbero ridicolizzato la loro stessa uccisione con una delle loro vignette.
Ma cosa importa? Il loro ruolo è stato ormai trasfigurato, e la loro morte viene adesso vista come un sacrificio in nome degli ideali europei: un'opinione in più o in meno non cambia la destinazione dell'hashtag "Je suis Charlie".

A pensarci bene, cosa è cambiato?

Nell'Europa del XIII° secolo l'eresia era punita con la morte, 800 anni dopo le cose sono cambiate e puoi credere anche al pastafarianesimo o lasciarti andare all'idolatria dei Lego: nessuno ti ammazzerà. Nell'Europa del XIII° secolo non si poteva dire tutto quello che si pensava, perchè dichiarare il più nobile degli intenti poteva comunque arrecare dei danni gravissimi a te e a chi ti stava più a cuore: per quanto bassi fossero i tassi di abusivismo edilizio e di occupazione, l'Europa del XIII° secolo non era un porto franco dove il rispetto per le idee altrui veniva accettato da tutti. 

Nell'Europa di oggi questo concetto, seppur magari ridimensionato, vale ancora.

mercoledì 24 dicembre 2014

Pondera e agisci

Da quando ho inziato ad ascoltare i blink-182 tendo ad associare il periodo di Natale a una loro canzone, "I won't be home for Christmas": è un aspetto che per certi versi lo trovo curioso, considerato che in genere la critica implicita verso l'ipocrisia da festività natalizie non la condivido in pieno, anzi! Io penso che, essendo fondamentalmente la nostra una società  di bastardi,  fare finta per due settimane di preoccuparsi per gli altri e di condividere un momento di gioia è un aspetto positivo, perchè quantomeno limita gli atti animaleschi che siamo soliti riservare al prossimo... Per dire, durante le festività natalizie io non ci penso nemmeno a derubare mio fratello o a cercare di iscrivere i miei cani a qualche torneo clandestino di lotte tra animali per poi scommetterci contro: in seguito, magari dopo l'Epifania,  potrò sempre rifarmi del male gratuito rimasto in arretrato, ma il rinvio non potrà che essere benefico nei confronti delle tasche di mio fratello, che potrà continuare a scommettere centinaia di Euro sugli under del Palermo, e dei miei cani, che avranno due settimane di vita in più rispetto a quanto previsto... Insomma, quale sarebbe la magia del Natale se non questa?

(Caro lettore, sento la tua nota di disappunto, ma io rimango comunque della mia idea, e anzi ti dico una cosa: il 7 Gennaio fossi in te metterei al sicuro la macchina, non vorrei che qualcuno ti fori le ruote per sbaglio...)

Tornando a "I won't be home for Christmas", ha un testo molto spassoso, come gran parte delle canzoni dei blink-182 del resto; la parte strumentale, sin dai primi secondi, fa immergere l'ascoltatore nella tipica atmosfera natalizia, e il risultato è decisamente esilarante e orecchiabile. Questa canzone mi piace così tanto che, se dovessi condividere su facebook una canzone che tratta temi natalizi, sarebbe di sicuro questa: adesso, dopo le usuali venti righe di preamboli, posso finalmente spiegare il motivo per cui sto parlando proprio di questa canzone.

Dovete sapere che soffro di una particolare forma di disturbo ossessivo-compulsivo: in pratica mi succede che, durante tutto l'anno, non faccio altro che pensare al momento in cui arriveranno le festività natalizie per condividere sulla bacheca di facebook questa canzone, e ricevere mi piace, e leggere commenti entusiastici da parte di tutti su quanto sia divertente risentire un pezzo dei blink, e ricevere proposte oscene che rifiuterò perchè sono fidanzato. Questo pensiero intrusivo, per fortuna, riesco a scacciarlo ogni volta cercando video di youtuber tredicenni che commentano cose a caso. 
 
(A proposito, è giunto il momento di aprire una parentesi seria. Tutti offendono quel pirla di Francesco Sole, ma non capiscono che il male va estirpato alla radice prima che sia troppo tardi: se volete sfogare le vostre frustrazioni su qualcuno, lasciate perdere chi è già diventato troppo famoso per essere scalfito dalle vostre critiche e puntate il vostro fiele sulle giugulari di Gazzarrini, giusto per evitare che da arbusto puzzolente del web si trasformi in una sequoia di merda visibile a tutti).

Insomma, ho questo difettuccio del cervello, che ci posso fare! E ogni anno, puntualmente, in questo periodo mi lascio andare a ore di ragionamenti sul periodo migliore in cui condividere la canzone: che sia immediatamente dopo l'8 Dicembre? L'antivigilia di Natale? Santo Stefano? La Befana? 
È facilmente intuibile la conclusione: finisce ogni volta che faccio passare il tempo e non condivido nulla, e rimando le mie aspirazioni all'anno successivo. Anche quest'anno era destinato a fare la stessa fine, ma all'improvviso ho pensato che mettere il link alla mia canzone sul blog era la scappatoia perfetta per metterla in quel posto al mio disturbo psichiatrico incurabile... Oggi 24 Dicembre 2014, la vigilia di Natale, ho finalmente realizzato il mio sogno!!!!!!




PS: giusto per alimentare ancora il mio disturbo ossessivo-compulsivo, pubblicare questo link per uno qualsiasi dei Natali passati sarebbe stato ancora più d'effetto: non solo periodo di Natale, non solo canzone piacevole da ascoltare, ma anche corrispondenza tra il titolo della canzone e il modo in cui passo di solito il Natale!!! Probabilmente se fossi stato dai miei parenti anche per queste vacanze e avessi pubblicato il link mi troverei coccolato dal mio mentore DJ Francesco a una delle tante presentazioni del mio libro; invece, trovandomi a casa mia, il massimo a cui posso aspirare è un reality girato dentro un container di Agon Channel.

martedì 11 novembre 2014

In questo post ho parlato troppo poco di quella merda di "Mickey Mouse - Il topoclub"

Uno degli aspetti che trovo più fastidiosi dell'essere nostalgici per i bei tempi andati è senza alcun dubbio la mistificazione del passato. Sicuramente l'importanza dei ricordi è innegabile (chi saremmo noi senza le esperienze vissute in precedenza?), d'altro canto ciò non dovrebbe presupporre la magnificazione di tutto quello che ci ha riguardato in un momento felice della nostra vita. Proprio per questo motivo rimango sempre un pò perplesso nel sentire opinioni di certuni su vecchie serie TV e cartoni animati datati, che secondo loro rappresentano il non plus ultra dell'intrattenimento a prescindere dalla qualità dei programmi più recenti.
Naturalmente non sto dicendo che se non avessimo dato un valore affettivo a queste visioni saremmo tutti pronti a sputare su "Dragon Ball Z" o "Mickey Mouse-Il topoclub" a prescindere e a imprecare su Akira Toriyama e Saddam Hussein: sono dell'idea, invece, che prima di incorniciare di cuoricioni imperituri il ricordo di una serie, bisognerebbe sempre tenere a mente che le nostre preferenze derivano da gusti personali, non oggettivi insomma.
In sintesi mi dispiace, ma bisognerebbe evitare di dire cose del tipo "Cari miei amici nostalgici del Terzo Reich, c'è poco da fare: cartoni belli come Candy Candy non ne fanno più"...

... Ed è esattamente qui che si arriva al nocciolo del mio problema.

Dovete sapere che sono un pò bricconcello quindi, dopo avere fatto pitturare con l'inganno la staccionata di casa mia da passanti cerebrolesi, ho deciso di combinare una marachella delle mie dicendovi una bugia. Bugia è riduttivo: diciamo fandonia allora? Meglio stronzata forse? Sì, stronzata è meglio! La stronzata gigante in questione, ed è proprio una stronzatona biblica, ve l'ho detta prima quando vi ho detto che discorsi come quello preso precedentemente ad esempio mi lasciano perplesso. 
Purtroppo, e qui si cela la menzogna, non è vero che mi lasciano perplesso. CAZZO, NO. La verità è che mi fanno proprio incazzare!!!!! Ma non incazzare per finta, mi fanno incazzare FORTISSIMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

Mammina mia!!!!! Perchè quando dicevo le bugie da bambino non mi davi una passata di legnate invece di portarmi a vedere le lotte tra galli per premio?

Vi spiego prontamente il motivo. Se le nostre preferenze sono dominate dai nostri gusti personali, vien da sè che la mia opinione vale quanto la tua, ergo: se mi vieni a sparare una sentenza con un tono così assoluto, insindacabile, solenne... No, non sono ancora sufficientemente chiaro, ricomincio: se mi vieni a sparare una sentenza con un tono così assoluto, insindacabile e solenne, e soprattutto se questa sentenza riguarda il valore artistico di una serie a cartoni animati degli anni '90, riconosciuto per giunta quando ancora non sapevi farti il bidet senza l'aiuto dei tuoi genitori, sappi che in cuor mio inizio a pensare che tu sia un deficiente... A meno che:
A) Tu non abbia davvero visto tutti i cartoni animati del passato, presente e futuro:  potresti avere ragione tu, ma sarebbe interessante capire se ne sia valsa la pena sprecare la tua esistenza in quel modo: immagino che, dopo avere ribattuto che nemmeno passare le giornate dietro ai Lego è una buona idea, avremmo concluso il discorso con l'astenerci da dichiarazioni conclusive
B) Tu stia parlando di Adventure Time: ecco, in questo caso non avrei nulla da obiettare, anzi nessuno avrebbe nulla da obiettare, e, visto che stiamo parlando di Adventure Time e non di una qualsiasi altra robaccia trasmessa in TV, credo che sia giusto aspettarsi una stretta di mano, un applauso, una donazione in denaro per avere espresso un giudizio così veritiero e impeccabile.

 A mio avviso il fascino trasmesso da "Adventure Time" si fonda soprattutto sull'imprevedibilità: ogni puntata è densa di colpi di scena e di situazioni paradossali, e il repentino e frequente cambio nel registro stilistico induce lo spettatore a farsi trasportare dal ritmo sincopato degli eventi senza dovere farsi troppe ragioni se manca qualche nesso logico qua e là... Si rimane estremamente spaesati, ma è un'esperienza così piacevole che la mancanza di punti di riferimento riesce a fare quello che raramente altre serie riescono a fare: quando vedo Adventure Time mi diverto nel vero senso della parola! E poco importa se sono episodi già visti: questo modo di trattare le situazioni in un modo un pò schizofrenico, alternando momenti profondamente tenerelli o esilaranti ad altri decisamente spaventosi, è il meglio che io possa chiedere a un programma di intrattenimento. Quando poi nella stessa scena convivono personaggi tenerelli ed esilaranti con altri spaventosi credo di ottenere il massimo del divertimento a cui possa ambire guardando una serie TV (prendersi a legnate durante una serata in discoteca e lanciare a mò di regalo scatole di biscotti dentro ascensori sono emozioni ancora irraggiungibili): se non capite di cosa sto parlando, cercate di immaginare un micetto insieme a un terrorista islamico, e avrete afferrato il concetto.
E se non capite perchè mi piace così tanto Adventure Time nonostante l'abbiate già visto, e non vi capacitate di questa mia passione che considerate mal riposta, sappiate solo una cosa: gran pezzi di deficienti, vi sto aspettando per prendervi a calci nel culo e farvi cambiare idea con le cattive, perchè, cari miei, c'è poco da fare: cartoni belli come Adventure Time non ne fanno più!

Papino mio!!!!!!!!!!! Perchè mi hai reso un cane rabbioso che cerca la rissa anche quando si parla di cose innocue?